LA GIORNATA DI GESÙ
"Con Te! Figli" tappa 5: I passi di Gesù
Nel primo anno di iniziazione cristiana stiamo conoscendo Gesù e per farlo non c'è niente di meglio che seguirlo nella sua giornata.
La vita di Gesù è molto intensa: la predicazione, le guarigioni, le amicizie, la preghiera.
Attraverso il racconto del Vangelo di Marco lo incontriamo nella Sinagoga, il sabato mattina, mentre spiega i rotoli della Legge, qui tutti rimangono colpiti dalla sua autorevolezza: sembra che viva in prima persona le cose di cui parla. Un indemoniato lo aggredisce verbalmente ma lui lo guarisce con un comando fermo "Taci! Esci da lui"( e con la stessa autorevolezza più tardi comanderà alla tempesta di placare la sua furia) .
Lo vediamo poi nella casa della suocera di Pietro, che è a letto con la febbre: anche qui Gesù la prende per mano e la febbre la lascia. Non vengono raccontate poi tutte le altre cose che fece in quel giorno, perché una folla lo seguiva ovunque e Lui consolò tutti con le parole e con i fatti.
Eppure dopo una giornata così intensa, la mattina prestissimo del giorno seguente, troviamo Gesù in disparte, in un luogo deserto, a pregare il Padre Celeste, la fonte da cui attinge tutta la potenza di compiere la sua missione. E mentre ancora lo cercano, Gesù dice: " Andiamo da un' altra parte..ad annunciare la buona notizia"
Un breve video di presentazione è disponibile QUI
Maria Ede - Comunità Pastorale Maria Ausiliatrice (Cardano al C.)
Ecco quanto proposto negli incotri. Sono indicati i vari momenti. Tutto il materiale è possibile scaricarlo, basta cliccare sul link di ogni singola attività
NELLA CASA DI PIETRO TAPPA 5 dialogo traccia audio
(SILVIA ANTONELLO - Mornago)
Libro digitale CON TE! FIGLI :
https://view.genial.ly/62b5bbbb6681c40012a24ba1/presentation-con-te-figli-sussidio-digitale
Questa la singola tappa :
TAPPA 5 - "La giornata di Gesù"
Riportiamo stralci dell'articolo di MariarosaTettamanti presente nel suo blog dal quale troviamo molti spunti di riflessione, blog che è possibile visitare in quanto non tratta solamente di catechesi ma anche di scuola, eucarestia, disabilità...
Questo è il link per essere inviati al blog CATECHESI, SCUOLA E DINTORNI
La Tappa 5, riportata nel sussidio e nella guida Con Te! Figli dei percorsi diocesani ambrosiani, presenta una giornata di Gesù a Cafarnao e si articola in tre Tempi:
Gesù nella sinagoga (mattina);
Gesù nella casa di Pietro (ora di pranzo);
Gesù in un luogo deserto a pregare (mattino del giorno dopo).
Il libro, usando le immagini dello stesso sussidio, narra le vicende di quella speciale giornata e consegna alcune attività e preghiere da inserire e attuare all'interno della vita familiare, coinvolgendo i genitori.
.......
Concludendo, ricordiamo che un libro digitale come questo può essere proficuamente usato anche quando la catechesi si svolge in presenza: molti bambini amano riascoltare ciò che hanno sentito durante l'incontro, insieme ai genitori, che in questo modo si possono coinvolgere nel cammino di fede dei figli. Si creano così in famiglia tempi di condivisione molto piacevoli e, seguendo le indicazioni delle catechiste, si costruiscono esperienze familiari di preghiera, di apprendimento e di svago, affettivamente seducenti; si tratta di percorsi che possono essere poi ripresi durante gli incontri con i genitori.
Inoltre questo strumento è sicuramente molto utile ai bambini con disturbi nella letto-scrittura, i quali evitano così di misurarsi con il testo scritto, attività la cui fatica potrebbe annullare la gioia dell'incontro con Gesù. Per analoghe ragioni, potrebbe servire ai bambini non vedenti.
Quanto alle catechiste, potrebbero trovare suggerimenti e stimoli per migliorare il loro servizio.
Mariarosa Tettamanti
Tema centrale di questa tappa è l’INCONTRO.
Per i bambini l’incontro, ogni incontro, è un momento importante per la loro socializzazione e per la loro crescita perché è da questi momenti che imparano a stare insieme con gli altri, ad accogliere e a farsi accogliere.
Importante richiamare l’attenzione dei bambini alle conseguenze delle proprie azioni, delle proprie parole.
Nella tappa è presentata la giornata come è vissuta da Gesù.
Ciò permette di comprendere l’azione di Gesù che incontra persone, compie gesti e azioni che hanno effetti benefici su chi è presente.
Far prendere coscienza dello spazio della propria giornata, dare risalto ai vari momenti.
- - Nella Sinagoga di Cafarnao (differenze tra la sinagoga e la nostra chiesa)
- - A casa di Pietro
- In un luogo deserto – preghiera - esperienza da far fare ai bambini per introdurli alla preghiera cercare di comunicare con loro in un ambiente rumoroso.
Link per ascoltare una parte dell'incontro
Purtroppo ci sono stati problemi tecnici e la seconda parte non è stata registrata e ce ne scusiamo
Nelle scorse tappe abbiamo parlato della nascita di Gesù e dei pastori che sono stati i primi a ricevere questa notizia avvisati dall’angelo. Maria e Giuseppe poi, portarono Gesù a Gerusalemme per la presentazione al tempio, questa cerimonia veniva fatta per tutti i primogeniti maschi ebrei.
Dopo aver presentato Gesù al tempio Maria e Giuseppe tornano a casa a Nazareth…qui passano gli anni e Gesù cresce come tutti i bambini, impara tante cose, gioca con gli altri bambini, impara la legge del Signore. Tutti i sabati va con i suoi genitori nella sinagoga (la chiesa degli ebrei) ad ascoltare le scritture. Ogni anno durante la Pasqua andavano al tempio di Gerusalemme.
Gesù cresce come tutti, diventa grande e aiutando Giuseppe impara il mestiere del falegname. All’età di 30 anni lascia Nazareth e va verso il fiume Giordano a farsi battezzare da Giovanni il Battista…lui era figlio di Elisabetta, cugina di sua mamma Maria. Giovanni predicava che sarebbe arrivato il messia, il salvatore…annunciava l’arrivo di Gesù il figlio di Dio. Dopo essere stato battezzato Gesù digiuna per 40 giorni nel deserto di Giudea.
Ha inizio così la vita pubblica di Gesù, cioè inizia ad andare in giro per i paesi a conoscere nuove persone, a farsi nuovi amici e ad annunciare la parola di Dio.
NELLA SINAGOGA DI CAFARNAO_TEMPO 1
Guardando la cartina della Palestina a pag.24-25 si fa comprendere il luogo dove ci troviamo (la cartina può essere proiettata). Dopo l’introduzione che fa capire che sono passati trenta anni e Gesù è cresciuto a Nazaret, a questo punto inizia a spostarsi per la Galilea e arriva a Cafarnao, un villaggio di pescatori dove vivono e lavorano i primi discepoli, vive una giornata speciale: il sabato. Per coinvolgere i bambini si può chiedere di portare una pashmina così che indossandola, possono calarsi in quel tempo.
➢ NARRAZIONE: GESU’ NELLA SINAGOGA.
• Audioracconto (meglio se accompagnato da immagini).
E’ possibile creare video in molti modi, bisogna capire quale per noi è il più congeniale, più semplice, perché abbiamo famigliarità già con un programma per esempio. Con Final Cut, per Mac, si possono creare video in diversi modi, dal racconto con foto, a video e immagini. Online per esempio, si può usare anche Genially. Oppure, più semplicemente, si può usare power point, inserendo foto o scritte, sotto alla narrazione. Ancora, più banalmente, creando una cartella con la raccolta di foto, possiamo scorrerle man mano che il dialogo va avanti.
• Racconto del brano da parte della catechista. Si può leggere direttamente la narrazione che propone la Diocesi, oppure modificarla in base alle proprie esigenze. È però fondamentale che chi legge, si prepari con molta cura, in modo da interpretarla, facendo pause, cambiando tono di voce, facendo gesti. Se c’è la disponibilità di più persone si può anche leggerlo a più voci, cosi da identificare i vari personaggi. Sarebbe bello creare anche l’ambientazione intorno a chi narra: con qualche oggetto, che identifica il luogo in cui ci troviamo nel racconto.
• Scenetta interpretata. In questo caso, in base al numero dei catechisti, o alle persone che si son rese disponibili, si dividono le parti. Se non si hanno abbastanza persone rispetto ai personaggi del racconto, si sceglie di interpretare i personaggi principali. Si creerà la scenografia attorno a dove si svolgerà la scenetta, con oggetti e magari arredi utili a far capire dove ci si trova. È bello anche che i personaggi indossino dei vestiti che ricordino
l’epoca, per far ancora di più entrare nella parte, i personaggi, ma anche chi ascolta. Si può scegliere sia di interpretare tutto, quindi sono solo i personaggi che parlano, oppure avere anche la presenza del narratore che spiega cosa sta succedendo. È bene che si entri nella parte, che si interpreti bene…meglio senza leggere.
A volte si può pensare di non riuscire a fare la scenetta, piuttosto che il racconto ben interpretato o costruire un video apposta, e quindi si va a cercare su internet un cartone o un video già fatto. Però non è la stessa cosa, perché queste cose già confezionate non danno l’obiettivo che la Diocesi ci chiede di sottolineare. Un cartone può essere una introduzione, però poi sta a noi far passare il giusto messaggio.
LA NOSTRA ESPERIENZA
Noi avevamo scelto di fare un mix tra il racconto e la scenetta, modificando il testo della Diocesi e coinvolgendo i bambini, facendo delle domande, chiedendo loro di immedesimarsi nelle persone presenti in Sinagoga. Pietro (una catechista) raccontava, indossava abiti appropriati. C’erano due personaggi principali che parlavano: Gesù e l’indemoniato (catechista e suora). Erano questi due personaggi che parlavano e agivano in alternanza
al racconto di Pietro, che poi ha concluso il racconto. La suora che interpretava l’indemoniato, l’ha fatto talmente bene, con enfasi, con i toni giusti, con i gesti giusti, che i bambini se lo ricordano ancora adesso che sono in quinta. Ciò per dimostrare che se le cose son fatte bene, con enfasi, con passione immedesimandosi proprio nel personaggio, ciò che i bambini vedono e sentono, rimangono.
Dopo la narrazione, è bene sottolineare che ai tempi di Gesù, si andava in Sinagoga di sabato per pregare, perché per gli ebrei è proprio questo il giorno di festa, mentre per noi cristiani è la domenica, giorno in cui andiamo in chiesa dove c’è Gesù per partecipare alla messa.
➢ Sinagoga: spiegare ai bambini cosa era il tempio della Sinagoga, magari con delle immagini. Dalla discussione con i bambini devono emergere le seguenti caratteristiche:
o Gesù suscita meraviglia diversamente dal rabbino Levi;
o Gesù ha un modo di fare che attira, ispira fiducia;
o Gesù libera l’indemoniato con estrema calma, dicendo
solo: “Taci ed esci da quell’uomo”. Non ha bisogno di alzare la voce o di chissà quale rito;
o Gesù è più forte dello spirito cattivo.
➢ Pagine del sussidio 28 e 29, dove è riportato il brano del Vangelo da
leggere e si può soffermarsi sulle immagini
• Chiedere ai bambini di scrivere i nomi di qualcuno di cui si fidano per capire la parola “autorità” di Gesù, a pagina 29.
➢ Giochi.
• Gioco tempio o chiesa? Fare delle immagini della chiesa e del tempio poi farle vedere ai bambini e farli indovinare quale sono le immagini di uno o dell’altra. Questo va bene se si è fatta già la visita in chiesa, altrimenti proiettando le parti della loro chiesa, magari essendo già andati possono riconoscerle oppure spiegarle al momento.
Su questo è possibile fare un gioco online: il Memory. LINK:
• Gioco sulla fiducia: i bambini vengono bendati uno alla volta e devono fare un percorso guidati solo dalla voce del compagno o della catechista. Oppure fare un percorso insieme: due bambini tengono in mano un bastone di almeno 1 metro per mantenere la distanza, uno dei due viene bendato e l’altro lo guida nel percorso. Può essere fatto anche a modi gara, con più coppie di bambini, sempre mantenendo le distanze e in base allo spazio
che si ha a disposizione.
• Gioco: “Schiaccia il male”. Consiste in un bowling dove ai birilli sono state attaccate le facce del diavolo. Ogni bambino a turno si impegna a buttar giù tutti i birilli e scacciare il male. (Servono: 6 birilli a cui applicare la stampa di un diavolo e una palla; si possono igienizzare le mani ogni volta o costruire una palla di carta per ciascuno).
• Cieco e sordo: un bambino con gli occhi chiusi (bendati) fa il cieco, mentre invece l’altro, il sordo, che vede il percorso, guida per mano l’altro.
NELLA CASA DI PIETRO_TEMPO 2
Si inizia l’incontro ricordando dove abbiamo lasciato Gesù la scorsa volta: era sabato ed era in Sinagoga: qui ha liberato l’indemoniato. Ora troviamo Gesù che, terminato l’incontro, sta uscendo dalla Sinagoga insieme ai suoi discepoli e Pietro lo invita a casa sua. Si può anche solo ricordare dove eravamo l’altra volta e partire subito con la narrazione, senza anticipare cosa stiamo per sentire o vedere.
➢ NARRAZIONE: GESU’ GUARISCE LA SUOCERA DI PIETRO
• Audioracconto.
• Racconto del brano da parte della catechista.
• Scenetta interpretata.
➢ Terminata la narrazione si tirano le fila chiedendo ai bambini cosa hanno capito.
➢ Sussidio: a pagina 30, si trova la casa di Pietro. Far osservare ai bambini come erano le case al tempo di Gesù. Non siamo più in un luogo pubblico quale era la Sinagoga, ma dentro una abitazione, in una situazione familiare. Da far notare anche il tempo in cui ci si trova, ovvero sabato a pranzo.
Nel libro troviamo anche il brano del Vangelo che può essere letto.
Alla pagina successiva possiamo spiegare ai bambini che il gesto che ha fatto Gesù per guarire, è stato un gesto con le mani dolce, è bastato solo il suo tocco. Quindi anche noi con le nostre mani possiamo aiutare gli altri. A questo punto si può far completare “quando le mie mani danno agli altri più vita“ e “quando le mie mani tolgono agli altri un po' di vita”.
➢ Attività/Giochi.
• Disegnare le proprie mani: in una, scrivere quando la mano da vita agli altri e sull’altra quando tolgo la vita agli altri.
• Proiettare delle immagini di mani che fanno cose diverse: salutano, si chiudono a pugno, si stringono, accarezzano, ecc… Si vuole riflettere sulle mani, sulle azioni che si compiono con
esse. Si può chiedere ai bambini di osservare in quali gesti si dà la vita e in quali la si toglie.
• Gioco: “Non spezzarmi il cuore”. I bambini seduti in cerchio, mantenendo le distanze, fanno girare un cuore prendendolo solo con le mollette. Bisogna “far girare” l’amore (fare e promuovere il bene) e “non rompere” il cuore degli altri (fare attenzione ai sentimenti dei nostri fratelli). (Occorrente: cuori ritagliati da fazzoletti rossi e tante mollette quanti sono i bambini).
• Gioco: in una staccionata ognuno di noi, ogni volta che c’è qualcosa che ci va storto impianta un chiodino, invece quando c’è un buon proposito, si toglie il chiodino, il risultato è una staccionata tutta piena di forellini. Il fatto di poter andare e riconciliarci con i nostri peccati ci fa capire che Gesù resettava tutto e trasformava questa staccionata in un bel legno.
IN UN LUOGO DESERTO_TEMPO 3
L’incontro deve sempre iniziare con il ricordo di dove eravamo rimasti nell’incontro precedente. Avevamo lasciato Gesù a casa di Pietro, di sabato a mezzogiorno, dove aveva guarito sua suocera solo col tocco delle mani. Poi Gesù si era fermato qui.
➢ NARRAZIONE: LA SERA DI QUEL GIORNO E POI L’ALBA DEL SUCCESSIVO
• Audioracconto.
• Racconto della catechista.
• .Scenetta interpretata.
➢ Terminata la narrazione si chiede sempre ai bambini cosa hanno capito. È importante sottolineare due cose: la preghiera, infatti Gesù per aver la forza di fare tutto ciò che fa, è in costante relazione con Dio Padre e la seconda cosa è che Gesù non cerca la gloria, perché evita di stare con la folla che lo cerca.
La preghiera può essere fatta come è stata proposta da Gabriele, direttamente durante l’incontro, oppure affidata alle famiglie.
➢ Sussidio: A pag. 32 33 si trova lo zoom del luogo deserto, descrizione dello scenario e lettura del brano del Vangelo. Completare: secondo me Gesù sta dicendo…ogni bambino scriverà le parole che secondo lui Gesù sta dicendo a Dio durante la preghiera.
➢ Attività:
• Addormentarsi pregando: un modo molto bello di addormentarsi…prendere sonno pregando: ripetere prima di addormentarsi:
Grazie Gesù, perché Tu sei con me…”
• Gioco: trova la parola mancante. Si prepara la preghiera del Padre Nostro con delle parole mancanti. In presenza la catechista ha in mano le tessere con le parole mancanti e i bambini devono indicare il loro posto giusto. Oppure si può fare online con learningaps o wordwall.
• Costruire un orologio con la giornata dei bambini (colazione, scuola, compiti, gioco studio…) e poi farne uno per la giornata di Gesù con le immagini del tempio, della casa di Pietro, del luogo deserto ( ingrandimenti dei disegni che si trovano sul sussidio).
Si può pensare di unire i tre tempi in un unico solo, nel modo seguente.
Predisporre 3 luoghi: Tempio, casa di Pietro e luogo deserto, dove far rivivere ai bambini le rappresentazioni, o i racconti, per ogni luogo. Far trovare degli oggetti o dei simboli che facciano capire in che luogo siamo. Si possono unire con delle orme di uomo, per far vedere i passi di Gesù.
Una ulteriore proposta è con l’utilizzo di Genially, creando i tre luoghi, dove per ciascuno si descrive cosa è accaduto e si inseriscono le attività. Questo può essere fatto sia alla fine dei tre tempi come riepilogo, sia dopo ogni incontro rendendo accessibile un luogo alla volta.
Valentina ed Elena
C.O.P.S.
Il filo rosso : La giornata di Gesù non è composta dalle azioni di guarigione delle persone ma anche e soprattutto dal ritirarsi da tutto e da tutti per entrare in sintonia con Dio Padre
Che cosa vogliamo vivere : Vogliamo cogliere l’esperienza di “silenzio” che Gesù cerca alle prime luci dell’alba. Quel “silenzio” che alimenta più di ogni altra cosa e che permette di vivere in profondità l’intera giornata. Quindi scoprire gli atteggiamento di preghiera per poi viverli
Narrazione : Innanzitutto facciamo descrive dai bambini quanto indicato nella lente d’ingrandimento a pag. 32. Chiediamo che luogo potrebbe essere, in quale momento della giornata, se conoscono posti simili
Anche qui, come per i tempi precedenti possiamo utilizzare la scheda preparata dalla diocesi e che troviamo nel materiale web (specialmente in presenza)
Se invece i nostri incontri sono ancora “a distanza” allora è preferibile leggere il brano di Marco che troviamo a pag. 32. Mettiamo in evidenza le parole che emergono dal testo (luogo deserto, pregare, andiamocene altrove, parlare di Dio)
Cerchiamo di entrare nel cuore di Pietro, immedesimandoci in lui. Dopo la giornata trionfale dove Gesù ha guarito molte persone per i discepoli questo avrebbe potuto portare un certo prestigio, anche una certa ricchezza...loro che sono pescatori
Facciamo poi vedere l’immagine a pag. 33 chiedendo cosa c’è di differente rispetto a quella della pagina precedente. Inoltre chiediamo che cosa starà facendo Gesù, che atteggiamento ha, quando utilizziamo un atteggiamento simile, oppure quando preghiamo come lo facciamo, che atteggiamento utilizziamo.
A questo punto chiediamo che cosa starà dicendo Gesù e facciamolo scrivere sul foglietto notes a pag. 33 e così facendo introduciamo un breve momento di preghiera attraverso i racconti proposti (scheda web già segnalata) oppure altri:
Un missionario in Papua Nuova Guinea si accorse che uno dei suoi nuovi cristiani, un fiero capo della tribù kanaka, alla fine di ogni Messa andava davanti al tabernacolo e vi rimaneva a lungo, dritto come una palma, a torso nudo. Era un uomo molto semplice, che non aveva ancora neppure imparato a leggere la Bibbia.
Un giorno il missionario non resistette alla curiosità e gli chiese che cosa facesse, così fermo e silenzioso davanti al tabernacolo.
Ridendo, il kanako rispose: “Tengo la mia anima al sole!”.
(Abbronzare l’Anima Autore: Bruno Ferrero – Libro: Quaranta Storie nel Deserto – Editore: ElleDiCi)
Il maestro raduna i suoi discepoli e domanda loro: “Da dove prende avvio la preghiera?”.
Il primo risponde: “Dal bisogno”.
Il secondo risponde: “Dall’esultanza. Quando esulta l’animo sfugge all’angusto guscio delle mie paure e preoccupazioni e si leva in alto verso Dio”.
Il terzo “Dal silenzio. Quando tutto in me si è fatto silenzio, allora Dio può parlare”.
Il maestro risponde: “Avete risposto tutti esattamente. Tuttavia, v’è ancora un momento da cui prende avvio e che precede quelli da voi indicati. La preghiera inizia in Dio stesso. E’ Lui ad iniziarla, non noi”.
(Chi non Prega? Autore: Bruno Ferrero – Libro: Il Canto del Grillo – Editore: ElleDiCi)
Possiamo porre altre domande sulla preghiera:
quando preghi come preghi con chi preghi
Per ultimo facciamo notare che a destra di pag 33 ci sono delle orme di scarpe.
Queste vanno verso il disegno oppure escono dalla pagina?
Cosa significa la scritta “Andiamocene altrove?”
Cosa vuol dire Gesù dicendo che non può fermarsi a Cafarnao?
Il filo rosso : Nel tempo precedente abbiamo vista l’autorevolezza di Gesù, il suo modo di imporsi di fronte ad una persona che grida, che urla. In questo secondo momento vediamo il gesto premuroso che Gesù compie nel guarire la suocera di Pietro.
Che cosa vogliamo vivere : Cogliere la bellezza del suo modo di agire, ponendo l’attenzione sul gesto forte e amorevole di guarire stringendo la mano. Ciò aiutai bambini a sentire e a far crescere il desiderio di fidarsi di Gesù
Narrazione : Anche qui, utilizzando la figura a pag 30 del sussidio, è opportuno presentare ai bambini com’era fatte le case al tempo di Gesù. È bene far notare che non siamo più nella situazione pubblica ed esplicitamente religiosa della sinagoga, ma dentro la relazione familiare, semplicemente umana, di una casa e precisamente la casa di Pietro.
In base alla tipologia del nostro incontro (in presenza – fare riferimento alla scheda del materiale web “Nella casa di Pietro” - o a distanza) e dopo aver fatto ascoltare, o raccontato l’episodio, è opportuno far emergere alcuni punti importanti:
· Nasce nelle persone il desiderio di fidarsi di Gesù.
· Il gesto di Gesù trasforma l’atteggiamento della suocera di Pietro
· Come si può descrivere il gesto di Gesù? In che cosa esso mi colpisce?
A questo punto possiamo fare un gioco con i bambini proiettando o facendo vedere delle immagini di mani o gesti che le mani compiono
Al termine poniamo alcune domande ai bambini:
Quando ricevi dei gesti così?
Quando puoi fare, tu, dei gesti così?
Dove troviamo, oggi, lo stesso modo di essere forti nell’amore che ha Gesù?
Chiediamo di guardare e completare quanto riportato a pag. 31
Il filo rosso : Vogliamo conoscere sempre più il dono che Dio ci ha fatto. Vogliamo conoscere Gesù attraverso le sue parole, i suoi gesti, i suoi atteggiamenti
Che cosa vogliamo vivere : Permettere al bambino di percepire la straordinaria autorevolezza di Gesù, che traspare dal modo con cui insegna in sinagoga e dal modo con cui impone anche ai demoni il suo volere (“Taci... esci!”)
Narrazione : Nel primo momento della giornata di Gesù a Cafarnao lo vediamo in una sinagoga. Se abbiamo già presentato la nostra chiesa nelle tappe precedenti allora possiamo mettere in risalto le differenze e ciò che accomuna i due luoghi di culto. Se non abbiamo fatto visitare la nostra chiesa allora ci limiteremo a indicare quanto presente a pag. 28
Se decidiamo di far ascoltare il brano (vedere materiale web) allora possiamo anche seguire la scheda “Nella sinagoga di Cafarnao”
Possiamo anche decidere di raccontare l’episodio (possibilmente utilizziamo timbro di voce opportuno, facciamo pause, silenzi…) ma è opportuno inserire alcuni termini specifici quali:
· Gesù insegna in modo molto diverso dal rabbino
· Gesù ha un modo di fare e un modo di essere che attira
· Gesù fa sorgere in chi lo guarda e lo ascolta la propensione a fidarsi di lui
· Gesù, nel confronto serrato con l’indemoniato (o piuttosto con il demonio – è opportuno utilizzare immagini di una persona che senza motivo preciso si arrabbia e incomincia a urlare e a sconquassare tutto ciò che trova e facendo ciò si mette a urlare) non ha bisogno di alzare la voce, gli basta la sola presenza, piena di autorità e di forza
· Gesù è più forte dello spirito cattivo e così facendo lo guarisce
Al termine chiediamo ai bambini che cosa hanno provato nel sentire quell’uomo che urla e poi la voce forte di Gesù che lo guarisce. Chiediamo quando si sono trovati in una situazione simile, vedendo una persona urlare, hanno avuto paura, si sono spaventati, si sono aggrappati a qualcosa… Chiediamo se alcune volte anche loro si sono messi a urlare o a buttare in giro ciò che trovavano. Perché tale azione? Chiediamo se possiamo fidarci di Gesù e per quale motivo.
A questo punto facciamo vedere le due immagini a pag. 29 e guardando i diversi personaggi chiediamo di immedesimarsi in ciascuno di loro e che cosa hanno provato e detto in quel momento. Poi facciamo colorare l’immagine dell’uomo guarito.
È anche possibile lavorare sul tema dell’autorità di Gesù a partire da uno spezzone video, (come proposto dalla scheda della diocesi) ad esempio segnaliamo:
• DISNEY ROBIN HOOD, festa di compleanno
https://www.youtube.com/watch?v=-MJyhERmvdw
• CENERENTOLA, Sbattilo!
https://www.youtube.com/watch?v=8_Rk3slTXGU
Successivamente al lavoro che si propone sulla “autorità” di Gesù, per fissare l’idea si chiede ai bambini di scrivere i nomi di qualcuno di cui si fidano: passando attraverso quella persona i bambini inizieranno a dare un contenuto alla parola “autorità” e quindi a conoscere un po’ meglio la figura di Gesù.
Il filo rosso :
Il Natale è appena passato. Abbiamo potuto ammirare il grande dono di Dio e abbiamo accolto Gesù che è nato per noi. Continuiamo ora a scoprire dove Gesù ha mosso i primi passi e quali sono state le sue prime azioni!!!
Che cosa vogliamo vivere : Trascorreremo una giornata con Gesù a Cafarnao. Attraverso lo stupore e la meraviglia dei suoi abitanti scopriremo l’autorevolezza e la potenza di Gesù portando i bambini ad interrogarsi sulla sua identità.
Narrazione : Prima di iniziare a parlare della giornata di Cafarnao è opportuno raccontare cosa è successo dopo la nascita di Gesù e come, stabilitosi a Nazaret, abbia vissuto per molti anni in quella città. Aiutiamoci dalla cartina presente sul testo a pagg. 26-27 (evitiamo, se possibile, di utilizzare altre cartine più specifiche concentrandoci su cosa i ragazzi individuano in ciò che è presentato all’interno della lente) presentando la città e facendo cogliere alcuni punti ben precisi, come evidenziato (città dei primi discepoli e luogo di pescatori).
La giornata di Gesù viene proposta in quattro momenti ben distinti che suddividono la sua presenza in città e la giornata di ciascuno di noi attraverso la descrizione di Marco (Mc 1,21-39):
- Gesù nella sinagoga di Cafarnao
- Gesù nella casa di Simone
- Gesù nella piazza della città
- L’alba del nuovo giorno
Indipendentemente se gli incontri saranno in presenza oppure a distanza possiamo chiedere ai genitori di aiutare i propri bambini a costruire un orologio con lancette (basta un piatto di cartone, oppure ritagliare un disco da un cartoncino e poi sempre con del cartoncino le lancette delle ore e dei minuti per poi posizionarli al centro con una puntina). Questo ci aiuterà a capire e suddividere la giornata di Gesù.
Chiederemo prima di ogni cosa di indicare i diversi momenti della propria giornata (la sveglia, la colazione, lo studio, il gioco, la preghiera, pranzo, cena…) scrivendo il tutto in modo consecutivo le diverse azioni. Poi leggeremo il racconto di Marco e chiederemo di indicare con macro suddivisioni la giornata di Gesù sull’orologio da loro preparato e chiederemo di confrontare quanto fatto da Gesù e quanto fatto da ciascuno. Senza dubbio ci potranno essere molte cose non indicate sul bano evangelico ma alcuni punti saranno attigui e su questi chiederemo quali sono le loro emozioni e cosa provano nel fare quelle determinate azioni.