3. Terza Tappa. Gesù pane di vita per tutti, ovvero Il dono (Preparazione alla prima comunione, verso una piena partecipazione all'eucaristia).
Finalmente sabato 12 febbraio siamo tornati a fare catechismo in presenza, e come fare per accogliere di nuovo bene i ragazzi/e.
Oltre che spiegare poi l'argomento 5 pani e 2 pesci...ho pensato di svolgerlo cosi: ragazzi oggi dobbiamo fare un gioco andare alla cattura dei pesci ma prima però per capire e spiegare il gioco bisogna leggere un passo del vangelo:" secondo Matteo capitolo 14 versetto 13-21.
Dopo averlo letto insieme ho chiesto a loro cosa avessero capito, le risposte sono state abbastanza esaustive, ecco allora che il gioco ha avuto inizio.
Ci siamo divisi in due squadre maschi e femmine e hanno vinto i maschi, ma dopo la mia domanda è stata la seguente "bene ora abbiamo tutti trovati i pesci ma ora cosa manca ancora? " e tutti il pane...quest'ultimo ho pensato di prepararlo con la pasta di sale, in modo tale che potessero dare loro una forma che volevano.
Mentre lo creavano e modellavano abbiamo ascoltato la canzone 5 pani e 2 pesci. Al termine ho detto, ho ricordato loro che questo Miracolo compiuto da Gesù mentre lo fa alza gli occhi al cielo e recita la benedizione collegandomi poi alla santa messa, e che la prossima volta vedremo bene cosa è successo!
Una volta terminato l'incontro hanno potuto portare a casa il loro lavoretto e ho lanciato la proposta: chi vuole può colorarlo
SARA
Parrocchia Cuoricino - Cardano al Campo
UN DONO CHE SI MOLTIPLICA
TAPPA 3
Dopo la celebrazione del sacramento della RICONCILIAZIONE, i ragazzi sono accompagnati ad entrare nel significato e nell'esperienza della Messa.
L'EUCARESTIA è infatti "fonte e culmine di tutta la vita cristiana" e quindi va compresa all'interno del vissuto quotidiano del credente.
Già negli anni precedenti, i ragazzi hanno avuto modo di scoprire alcuni aspetti ed atteggiamenti propri della Messa, attraverso cui dovrebbero essere giunti ad una partecipazione più attiva alla celebrazione eucaristica.
Atteggiamenti, preghiere e momenti della Messa già "scoperti" durante il cammino fatto negli anni prece-denti:
Segno della croce - Riti di accoglienza 1^ anno - Con Te! Figli Tappa 2
Visita alla chiesa 1^ anno - Con Te! Figli Tappa 2
Preghiera del Gloria a Dio 1^ anno - Con Te! Figli Tappa 4
Ginnastica eucaristica 2^ anno - Con Te! Discepoli Tappa 2
Preghiera del Padre nostro 2^ anno - Con Te! Discepoli Tappa 3
Preghiera del Confesso - Momento penitenziale 3^ anno - Con Te! Amici Tappa 2
Nella tappa 3, attraverso il brano delle NOZZE DI CANA, i ragazzi sono accompagnati a scoprire l'amore di Dio che è sempre sovrabbondante, efficace e portatore di gioia.
Nel racconto della MOLTIPLICAZIONE DEI PANI E DEI PESCI, Gesù sazia con sovrabbondanza la fame di quanti sono andati a cercarlo, coinvolgendo direttamente i suoi discepoli nella distribuzione dei pani e dei pesci.
Il brano permette di esplorare le intenzioni di Gesù e di illuminare alcuni elementi del rito eucaristico, a partire dai GESTI COMPIUTI DAL SIGNORE, che caratterizzano anche l'Ultima Cena e la celebrazione della Messa: PRENDERE, ALZARE, BENEDIRE, SPEZZARE E DONARE.
TAPPA 3 – TEMPO 3 "Un dono che si moltiplica"
Accompagniamo i ragazzi a sentirsi parte del dono di Gesù e a collaborare con lui, mettendoli di fronte alla decisione di donare qualcosa di sé stessi, perché il Signore possa moltiplicare per tutti.
Questo Tempo si può sviluppare in tre momenti:
1. lettura del Vangelo a bivi: incontro "in presenza" oppure incontro "da remoto"
2. approfondimento sulla decisione dei discepoli di fidarsi di Gesù;
3. lettura ritualizzata del brano di Vangelo della MOLTIPLICAZIONE DEI CINQUE PANI E DUE PESCI oppure suo ascolto.
Si ripercorre insieme ai ragazzi il racconto della moltiplicazione dei pani, concentrando l’attenzione su tre decisioni sorprendenti che Gesù prende nel corso della storia:
- il suo andare in un luogo in disparte dopo l’uccisione di Giovanni Battista;
- il suo sentire compassione per la folla, con il conseguente cambio di programmi per rimanere con loro;
- l’invito ai discepoli a provvedere alla fame della gente.
1. In questa prima parte del Tempo si vogliono aiutare i ragazzi a comprendere che le decisioni prese da Gesù non sono scontate o di comodo, ma vanno nella direzione del dono di sé, senza condizioni, che poi lo porterà a morire sulla croce. Di fronte alla notizia dell’arresto di Giovanni Battista, Gesù non scappa né si nasconde, piuttosto si ritira in un luogo solitario a pregare, come suole fare nei momenti decisivi della sua vita. Quando poi la folla lo raggiunge, si lascia commuovere e accoglie coloro che ricorrono a lui, non curandosi del fatto che radunare la folla in quel momento potrebbe essere pericoloso. Infine, quando ormai si fa sera, non congeda la folla, come prudentemente vorrebbero i discepoli, ma al contrario chiede loro un’ulteriore e concreta presa a carico dei bisogni di quella gente.
Nel file allegato sono indicate le tre soste nel testo evangelico in cui si offrono ai ragazzi dei “bivi”, cioè due soluzioni alternative, plausibili, tra cui scegliere per far procedere il racconto.
È possibile anche inventarne altre, o addirittura chiedere ai ragazzi stessi di immaginare come la vicenda potrebbe andare avanti.
Si può impostare l’incontro in questo modo: si inizia raccontando o leggendo la prima parte del Vangelo, e poi si può dare a ciascun ragazzo un cartellone con l’introduzione al Vangelo:
GESU’ HA APPENA SAPUTO CHE GIOVANNI BATTISTA, L’UOMO CHE LO AVEVA BATTEZZATO SULLE RIVE DEL GIORDANO, È STATO UCCISO. VI RICORDATE? GIOVANNI BATTISTA PREDICAVA DI CONVERTIRSI, CAMBIARE VITA E QUESTO AVEVA DISTURBATO IL RE ERODE, MA SOPRATTUTTO SUA MOGLIE ELISABETTA, COSÌ GIOVANNI VENNE PRIMA IMPRIGIONATO E POI UCCISO.
GESÙ VOLEVA MOLTO BENE A GIOVANNI BATTISTA… CHE COSA FECE ALLORA?
Possiamo dare ad ogni ragazzo dei bigliettini (con indicate le frasi indicate nel libro, i bivi) e quando durante la narrazione si arriva ad uno dei “bivi” suggeriti, il catechista chiede ai ragazzi di immaginare come la storia potrebbe proseguire, proponendo loro le due alternative: quella effettivamente presente nel testo evangelico e l’altra predisposta. I ragazzi discutono e si interrogano sulla possibile decisione di Gesù. La storia può continuare alternando il racconto (o la lettura) alla discussione e scelta nei punti di bivio.
Nel caso in cui l'incontro dovesse essere proposto "da remoto", l'esperienza della lettura del Vangelo "a bivi" può essere vissuta ugualmente, proponendo un power point.
2. L’ultimo bivio sorprendente introduce i ragazzi all’immedesimazione nell’esperienza dei discepoli: essi sono chiamati a credere in qualcosa di impensabile e di apparentemente impossibile, ma il realizzarsi di questa impossibilità avverrà solo attraverso la loro risposta affermativa alla provocazione di Gesù. La moltiplicazione dei pani avviene solo a partire dal poco che i discepoli possono offrire. I discepoli capiscono che possono prendere parte al prodigio di Gesù solo donando qualcosa di loro stessi. Gesù inoltre li “chiama dentro” nella sua azione, poiché chiede anche che siano i discepoli stessi a prendere il pane e a distribuirlo alla gente: in questo modo, essi non solo offrono coraggiosamente a Gesù ciò con cui operare il miracolo, ma ne sono anche protagonisti. (è consigliabile usare il testo solo come ripresa dell’attività fatta con il cartellone, perché altrimenti i ragazzi correrebbero avanti per vedere che cosa succede).
3. L’incontro si conclude con la lettura ritualizzata del brano di Vangelo della MOLTIPLICAZIONE DEI CINQUE PANI E DUE PESCI seguendo lo schema per la lettura ritualizzata della Scrittura (come proposto per il Secondo Anno).
Ci sono quattro aspetti da evidenziare:
1. I PANI DONATI SONO ESPRESSIONE DELLA COMPASSIONE DI GESU’ PER QUANTI LI RICEVONO TESTIMONIANDO IL SUO AFFETTO E LA SUA CURA PER LORO
2. I PANI DONATI ALLE FOLLE SONO IL NUTRIMENTO NECESSARIO ALLA LORO VITA
3. QUANTO ACCADE È FUORI DA OGNI SCHEMA DI IMMAGINAZIONE È UN DONO DI DIO, UN ATTO CHE VIENE DALL’ALTO
4. IL PRODIGIO È COMPIUTO NELLA FORMA DEL MOLTIPLICARE CIOE’ RENDERE MIRACOLOSAMENTE POSSIBILE REALIZZARE MOLTO CON POCO
Al termine dell’incontro, se abbiamo tempo, si può organizzare con i ragazzi il momento della presentazione dei doni della domenica successive in cui saranno coinvolti da protagonisti.
Il cammino continua e, dopo la celebrazione del sacramento della RICONCILIAZIONE, i ragazzi sono accompagnati ad entrare nel significato e nell'esperienza della Messa.
L'EUCARESTIA è infatti "fonte e culmine di tutta la vita cristiana" e quindi va compresa all'interno del vissuto quotidiano del credente.
Già negli anni precedenti, i ragazzi hanno avuto modo di scoprire alcuni aspetti ed atteggiamenti propri della Messa, attraverso cui dovrebbero essere giunti ad una partecipazione più attiva alla celebrazione eucaristica.
Ora, attraverso il brano evangelico delle NOZZE DI CANA, i ragazzi sono accompagnati a scoprire l'amore di Dio che è sempre sovrabbondante, efficace e portatore di gioia.
Il banchetto nuziale, di cui parla il Vangelo, diviene segno della DIMENSIONE FESTIVA e di RENDIMENTO DI GRAZIE, suscitata dalla presenza di Gesù, che caratterizza l'esperienza sacramentale in genere e, in particolare, quella eucaristica nel quadro del giorno del Signore.
Nel racconto della MOLTIPLICAZIONE DEI PANI E DEI PESCI, Gesù sazia con sovrabbondanza la fame di quanti sono andati a cercarlo, coinvolgendo direttamente i suoi discepoli nella distribuzione dei pani e dei pesci.
Il brano permette di esplorare le intenzioni di Gesù e di illuminare alcuni elementi del rito eucaristico, a partire dai GESTI COMPIUTI DAL SIGNORE, che caratterizzano anche l'Ultima Cena e la celebrazione della Messa: PRENDERE, ALZARE, BENEDIRE, SPEZZARE E DONARE.
Ciao!!
Ecco il link della slide, con il messaggio di introduzione.
Buon incontro a Voi e buona serata
GESÙ È IL PANE PER TUTTI
in tempo di Covid - 19
· Riferimenti sussidio: pp. 36-39
· Riferimenti guida: pp.70-71
· Cosa vogliamo vivere
Vogliamo che i ragazzi si sentano parte del dono di Gesù e collaborino con lui, mettendoli di fronte alla decisione di donare qualcosa di sé stessi, perché il Signore possa moltiplicare per tutti.
· Esperienze: lettura a bivi del Vangelo della moltiplicazione dei pani e dei pesci (Mt 14,13-21) e drammatizzazione.
· Svolgimento base
Questo Tempo si può sviluppare in quattro momenti:
1. lettura del Vangelo a bivi; (Allegato n.^ 1 –power point)
2. approfondimento sulla decisione dei discepoli di fidarsi di Gesù;
3. preparazione della drammatizzazione oppure narrazione della storia di “
Heleazar, il ragazzo dei cinque pani e due pesci”
4. Invito a preparare la Messa.
1. Lettura a bivi del Vangelo
della moltiplicazione dei pani, concentrando l’attenzione su tre decisioni sorprendenti che Gesù prende nel corso della storia:
- il suo andare in un luogo in disparte dopo l’uccisione di Giovanni Battista;
- il suo sentire compassione per la folla, con il conseguente cambio di programmi per rimanere con loro;
- l’invito ai discepoli a provvedere alla fame della gente.
In questa prima parte del Tempo si vogliono aiutare i ragazzi a comprendere che le decisioni prese da Gesù non sono scontate o di comodo, ma vanno nella direzione del dono di sé, senza condizioni, che poi lo porterà a morire sulla croce.
Infatti, di fronte alla notizia dell’arresto di Giovanni Battista, Gesù non scappa né si nasconde, piuttosto si ritira in un luogo solitario a pregare, come suole fare nei momenti decisivi della sua vita. Quando poi la folla lo raggiunge, egli si lascia commuovere e accoglie coloro che ricorrono a lui, non curandosi del fatto che radunare la folla in quel momento potrebbe essere pericoloso.
Infine, quando ormai si fa sera, non congeda la folla, come prudentemente vorrebbero i discepoli, ma al contrario chiede loro un’ulteriore e concreta presa a carico dei bisogni di quella gente.
Nel file allegato al Tempo 3, scaricabile on line, sono indicati le tre soste nel testo evangelico in cui si offrono ai ragazzi dei “bivi”, cioè due soluzioni alternative, plausibili, tra cui scegliere per far procedere il racconto. È possibile anche inventarne altre, o addirittura chiedere ai ragazzi stessi di immaginare come la vicenda potrebbe andare avanti.
Il modo più semplice per realizzare questo tipo di attività è il seguente: il catechista racconta o legge la prima parte del Vangelo, e poi attacca su un cartellone bianco i versetti corrispondenti, precedentemente preparati.
Quando si arriva ad uno dei “bivi” suggeriti (o di quanti sono stati inventati), il catechista chiede ai ragazzi di immaginare come la storia potrebbe proseguire, proponendo loro le due alternative: quella effettivamente presente nel testo evangelico e l’altra predisposta; lo può fare utilizzando due strisce di carta, ciascuna delle quali riporta il testo che descrive la situazione scelta.
I ragazzi discutono e si interrogano sulla possibile decisione di Gesù; solo al termine del dialogo, il catechista svelerà qual è stata la sua reale decisione, attaccando al cartellone la striscia che riporta la soluzione corretta.
La storia può continuare alternando il racconto (o la lettura) alla discussione e scelta nei punti di bivio.
1. Approfondimento: la decisione dei discepoli di fidarsi di Gesù
L’ultimo bivio sorprendente introduce i ragazzi all’immedesimazione nell’esperienza dei discepoli: essi sono chiamati a credere in qualcosa di impensabile e di apparentemente impossibile, ma il realizzarsi di questa impossibilità avverrà solo attraverso la loro risposta affermativa alla provocazione di Gesù. La moltiplicazione dei pani avviene solo a partire dal poco che i discepoli possono offrire. I discepoli capiscono che possono prendere parte al prodigio di Gesù solo donando qualcosa di loro stessi.
Gesù inoltre li “chiama dentro” nella sua azione, poiché chiede anche che siano i discepoli stessi a prendere il pane e a distribuirlo alla gente: in questo modo, essi non solo offrono coraggiosamente a Gesù ciò con cui operare il miracolo, ma ne sono anche protagonisti.
Il sussidio alle pp.38-39 propone la lettura del Vangelo segnalando i tre bivi e chiede ai ragazzi di cancellare quale decisione bloccherebbe il corretto svolgimento del racconto. È consigliabile usare il testo solo come ripresa dell’attività fatta con il cartellone, perché altrimenti i ragazzi correrebbero avanti per vedere che cosa succede.
2. Preparazione della drammatizzazione
L’ultima fase di questo Tempo parte dal dialogo che esprime la reazione dei discepoli di fronte alla proposta di Gesù (file tempo3_drammatizzazione, disponibile on line) di provvedere loro stessi a dar da mangiare a tutta quella gente.
Si chiede ai i ragazzi come potrebbe proseguire il racconto. Insieme ai ragazzi si vuole, quindi, mettere in scena quello che succede dopo l’invito di Gesù. Si suggerisce di seguire le indicazioni del file on line (guida per realizzare una drammatizzazione con i ragazzi) e di dedicare tutto il tempo necessario (eventualmente anche in un ulteriore Tempo per l’allestimento) e di lasciare che ciascuno dei ragazzi si esprima
su quale posizione prenderebbe, su come il racconto vada avanti e su quali epiloghi possa avere.
È importante che i ragazzi esprimano anche la loro fatica e resistenza a fidarsi della proposta di Gesù; qualcuno di loro paradossalmente potrebbe scegliere anche di andarsene. È altrettanto utile che fra di loro si aiutino a trovare la motivazione per restare o per assecondare l’indicazione di Gesù «Date loro voi stessi da mangiare».
Raccogliendo i pensieri di tutti, ogni gruppetto scriverà poi un canovaccio per una drammatizzazione che realizzerà davanti a tutto il gruppo nel tempo successivo.
Il Tempo finisce volutamente “in sospeso” perché l’annuncio dell’azione di Gesù cada sull’attesa dei ragazzi.
Nel sussidio a pp.39 vengono riportati due scritti di sant’Ambrogio: un versetto dell’Inno dei Vespri dell’Epifania e un breve stralcio tratto dal commento al Vangelo di Giovanni, in cui il vescovo immagina, suggestivamente, che il pane si sia moltiplicato nelle mani dei discepoli.
Qualora – soprattutto se l’incontro dovesse svolgersi in modalità online - non si riuscisse ad organizzare la drammatizzazione di cui sopra, oppure a narrarla, si potrebbe raccontare ai ragazzi la storia di “Heleazar, il ragazzo dei cinque pani e due pesci” (Allegato n.^ 2). Così come suggerito sopra, al termine della narrazione - che potrà essere lasciata anche in sospeso, come suggerito per la drammatizzazione - si potrebbero invitare i ragazzi ad immedesimarsi in Heleazar … che cosa avrebbero fatto loro? …. Gesù avrebbe potuto fare tutto da solo, ma sceglie diversamente perché desidera che ciascuno di noi, anche con poco, partecipi al disegno di salvezza: solo così facendo, Gesù compie i “segni”!!!
1. Invito a preparare la Messa
Alla fine di questo Tempo si coinvolgono i ragazzi rivolgendo loro un invito perché, o a turni o a gruppi ristretti, ogni domenica si ritrovino poco prima dell’inizio della Messa domenicale per preparare il necessario per la presentazione dei doni, cioè per quel momento del rito eucaristico in cui ci scopriamo fare qualcosa di simile a quanto hanno compiuto i discepoli di un tempo: rendersi disponibili a Gesù e al suo progetto, mettendo a disposizione qualcosa di nostro e, insieme ad esso, noi stessi.
Vietata la riproduzione, anche parziale o ad uso interno didattico, con qualsiasi mezzo, non autorizzata. Copyright Arcidiocesi
Moses è un ragazzo di 11 anni che vive a Cafarnao, piccolo paese della Galilea sulle rive del lago di Genezaret. E' solo al mondo: ha perso i genitori in una delle tante guerre che periodicamente travolgono il suo paese. Non ha una casa sua e dorme dove gli capita, a volte in un fienile oppure in una stalla, ma più spesso sotto le stelle, specialmente nelle calde notti d'estate. Moses, anche se povero, una cosa la possiede: una cesta; con quella gira per i mercati e si offre per trasportare le merci di chiunque ne abbia bisogno. Così guadagna quelle poche monete che gli permettono di vivere. A Cafarnao tutti lo conoscono per nome, anche perché Moses è sempre molto buono e disponibile; tutti sanno che, all'occorrenza, possono contare sul suo aiuto.
Una mattina un vecchio signore lo chiama: "Moses, Moses, dove ti sei cacciato?"
"Eccomi, sto arrivando."
"Ho un lavoro per te. Eccoti due monete: con questa mi comprerai del pane, e con l'altra del pesce; mi raccomando che sia bello e fresco! Stasera aspetto un ospite importante: non farmi fare brutta figura!Se mi servirai bene potrai rimanere a mangiare con noi a cena."
Il ragazzo è ben contento di aver trovato un lavoro, e la prospettiva di una vera cena gli mette le ali ai piedi. In quattro salti è sulla riva del lago dove alcuni pescatori stanno aggiustando le reti.
"Avete del buon pesce da vendermi?"
"Mi spiace, ragazzo, ma da due giorni il lago è avaro con noi."
Moses è deluso: di solito c'è pesce in abbondanza, oggi gli toccherà andarne a cercare nel paese vicino. Pazienza, tanto sia il pane che i pesci servono per la sera, poi forse è meglio così, perché su quella strada c'è Aronne che fa il pane più buono di tutta la regione. Avrà per questo una ricompensa in più. Un'ora dopo, infatti, sei bellissimi pani profumati sono scambiati per una moneta e vanno a finire nella cesta di Moses.
Poco lontano incontra due pescatori.
"Avete del buon pesce?"
"Quel poco che avevamo è già stato venduto, prova a chiedere più avanti."
Da quasi due ore il ragazzo cammina inutilmente sulla riva del lago alla ricerca di pesce: meglio riposarsi un poco all'ombra di un grande eucalipto. I pani profumati sono una tentazione irresistibile e così comincia a mangiarne uno. Ma ansimanti arrivano quattro bambini che stanno giocando a rincorrersi. Si fermano davanti allo sconosciuto, gli occhi fissi sul pane e la fame dipinta sul volto. Non si può mangiare in pace quando ti sta osservando chi ha più fame di te, e allora Moses divide il pane in quattro e lo dà ai bimbi che corrono via felici. Così non è più un furto ma una buona azione, anche se la pancia rimane vuota.
Una voce dal lago lo distoglie da questi pensieri.
"Ragazzo, afferra la cima e aiutami a tirare in secco la barca."
In un balzo Moses è in acqua per aiutare il pescatore. Sul fondo della barca solo due pesci, grossi e bellissimi.
"Me li vendi per una moneta?"
"Prendili pure, sono tuoi."
Felice di aver completato la sua laboriosa ricerca, Moses si incammina verso casa. Un'ora dopo incontra sulla riva del lago una gran folla. Strano, due ore fa, all'andata, non c'era nessuno. Ma ancor più strano che tutta quella gente se ne stia ferma e silenziosa ad ascoltare un uomo che parla in piedi su una barca.
"E' Gesù" gli sussurra all'orecchio qualcuno. Quel Gesù di cui tutti parlano, che è passato più volte in questi paraggi, ma che Moses non aveva mai fino ad ora incontrato.
Camminando silenziosamente sulla spiaggia arriva a sedersi proprio davanti alla barca. Ma quella è la barca di Simone, anche lui di Cafarnao, che ora se ne sta seduto ai piedi di Gesù.
Il ragazzo ascolta quelle bellissime parole che hanno il potere di entrare nel profondo del cuore. Passa il tempo senza che nessuno mostri di accorgersene, o per lo meno quasi nessuno, visto che proprio Simone è assai preoccupato. Infatti, appena può, consiglia al Maestro di congedare tutta quella gente perché possa andarsi a comperare qualcosa da mangiare nei paesi vicini. Ma lui risponde: "Dategli voi da mangiare!"
Simone è confuso, si guarda intorno ed esclama: "Ma Signore noi non abbiamo nulla. L'unico cibo che vedo è nella cesta di quel ragazzo qui davanti, cinque pani e due pesci."
Gesù allora si fa portare la cesta, la benedice e con quel poco cibo, che si moltiplica miracolosamente, sfama una folla immensa.
Moses è visibilmente sbalordito. E' uno dei pochi che ha visto coi propri occhi da dove è uscito tutto quel pane e quel pesce. Anche lui ne ha mangiato e più tardi, quando Simone gli restituisce la cesta vuota ancora emozionato balbetta "grazie."
"Grazie a te Moses" gli risponde dolcemente l'apostolo. Le parole si Simone scuotono il ragazzo: è tardi, anzi tardissimo. Bisogna tornare subito a Cafarnao, ma con cosa, se la cesta è rimasta vuota. La gente andandosene ha lasciato dei pezzi di pane: in breve la cesta si riempie di pezzetti, di briciole, tutta roba che va bene per i poveri, non per un ospite importante, ma è pur sempre meglio di niente. I pensieri galoppano nella testa di Moses mentre torna quasi di corsa verso casa. Ha assistito ad un miracolo incredibile, ha udito parole che danno la pace al cuore, ma cosa dirà al signore che aspetta i pani e i pesci? Cosi assorto arriva alla casa del suo committente, corre in cucina, vuota sul tavolo la cesta e scappa via per non dover dare spiegazioni.
Corre fin sulla riva del lago e va a nascondersi in una barca che ha riconosciuto come quella di Simone. Anche questo è un fatto inaspettato: tutte le altre barche hanno preso il largo per gettare le reti sul far della sera, e questa, che solo qualche ora fa ospitava Gesù, è ferma sulla spiaggia. Ma è proprio Gesù l'ospite atteso al quale erano destinati i pani e i pesci.
Moses questo non lo sa; lo sa invece Simone che racconta al padrone di casa tutto quanto è successo quel giorno, e come da quella cesta sia uscito cibo per una folla immensa.
Il mattino seguente il ragazzo si sveglia, afferra la sua cesta e come il solito va in cerca di qualche lavoro.
"Moses, Moses, aspettami!"
E' la voce del vecchio signore di ieri che lo sta chiamando.
Non è arrabbiato, ma addirittura affettuoso, e allora il ragazzo invece di scappare si volta.
"Moses, ti prego, ascoltami.
Simone ieri sera mi ha raccontato tutto. Tu senza saperlo hai dato a Gesù tutto quello che io ti avevo mandato a comperare per lui. Sei stato molto più bravo di quanto ti avessi chiesto, ed ora ho un gran debito con te. Io sono vecchio e solo; anche tu sei solo, vuoi venire ad abitare da me? Ti vorrò bene come ad un figlio, e alla mia morte tutto ciò che possiedo sarà tuo."
Moses ora abita da tempo col vecchio signore. Nel suo cuore ricorda sempre le parole di Gesù ascoltate quella mattina sol lago. "Date, date a tutti, e riceverete il centuplo sulla terra e la vita eterna in paradiso". Agli amici racconta spesso come un giorno abbia donato tutto ciò che aveva dentro una cesta e per ricompensa abbia ottenuto un padre.
ELEAZAR
IL RAGAZZO DEI CINQUE PANI E DUE PESCI
Quando vide che il tramonto stava dipingendo di viola le nubi, Eleazar si accorse di averla fatta grossa!!! Che cosa avrebbe detto a casa? Gli avrebbero creduto? Ma, soprattutto, che cosa avrebbero mangiato quella sera il babbo e la mamma e i suoi piccoli fratellini?
Fu quest’ultimo pensiero a spingerlo di corsa verso i 12 canestri, allineati accanto ad un pozzo abbandonato. Vuoti!!! Vuoti anch’essi, come la sua bisaccia, che sentiva pendergli sul fianco, floscia come un pensiero inutile!!! La sua bisaccia, che poche ore prima conteneva un tesoro: cinque pani e due grandi pesci essicati!!!
Che cosa era successo? Perché si era prestato con tanta spontaneità, lui – l’unico che avesse con sé un po’ di cibo – a quell’incredibile gioco a cui aveva assistito con stupore, gioia ed emozione, sino a dimenticare il correre del tempo?
Stentava ancora a raccapezzarsi, in quel susseguirsi di eventi: la richiesta del suo prezioso cibo da parte dei discepoli di Gesù, il suo sì immediato, e poi, il movimento continuo della mano del Rabbi nell’estrarre dalla sua bisaccia quel che non poteva contenere: migliaia di pani e migliaia di pesci, a saziare le migliaia di persone, tra le quali si era infilato anche lui, quasi per caso, per curiosità, per udire parole che solo in parte aveva capito, ma che gli erano scese nel cuore, come il più squisito dei cibi!
Poi, quell’allegro desinare in gruppi a forma di aiuole,, di cinquanta, cento persone, rese un po’ ebbre dall’abbondanza di cibo spirituale e di quello materiale, al punto che il Rabbi, vedendo lo spreco dei rifiuti sparsi nell’erba, aveva ordinato di raccoglierli in dodici cesti. Tutto straordinario, incredibile, quasi magico!!! Ma, la conclusione? Lui, che pure si era saziato, aveva completamente dimenticato i suoi cinque pani e i suoi due pesci. Ce n’erano talmente tanti!!! Ce n’erano, appunto ….. Ma, adesso che tutti se ne erano andati, pure i cesti degli avanzi erano stati svuotati. E lui era costretto a tornare a casa a raccontare cose dell’altro mondo, però ….
A mani vuote!!!
A Eleazar venne un groppo in gola, un grosso nodo di pianto e rabbia. E diede un gran calcio all’ultimo cesto. Vide così, acceso dall’ultimo raggio dell’ultimo sole, un piccolissimo lampo. Gli si avvicinò. Era un pesciolino non più piccolo del suo mignolo, rimasto incastrato nelle maglie del cesto. Lo raccolse: e fu allora che notò una formica trascinare una mollica di pane dieci volte più grande di lei! Raccolse anche la mollica. Forse, mostrando a casa quei minuscoli avanzi, avrebbe potuto illustrare meglio tutte le meraviglie a cui aveva assistito. Ne era poco convinto, Eleazar, ma tentar non nuoce!
Fu così che, lo avrete già capito, Eleazar trasse quella sera a casa, sul povero tavolo disadorno, di fronte alle ghirlande di occhi dei fratellini e di mamma e di papà, non uno ma diecimila pesciolini piccini e diecimila briciole di pane!! Finchè il tavolo fu colmo sini al soffitto e i pesciolini scivolavano per terra, e ai piedi del tavolo si moltiplicavano pure i gatti e le galline, facendo un gran chiasso!!!
Alla fine, smise di affondare la mano nella bisaccia, perché le dita gli dolevano, il sole era ormai alto e i fratellini dormivano per la grande abbuffata. Mamma e papà continuavano a chiedergli di quell’uomo, Gesù, e di qual prodigio avesse fatto a lui, il loro figliolo generoso e distratto. E lui non sapeva che rispondere, se non con un sorriso!!!!
in tempo di Covid - 19
· Riferimenti sussidio: pp. 34-35
· Riferimenti guida: pp. 69-70
· Cosa vogliamo vivere
Desideriamo appassionare i ragazzi al gusto della scoperta. Come a Cana di Galilea hanno dovuto indagare per scoprire che all’origine della sovrabbondanza del vino c’era Gesù, in questo Tempo li condurremo a sperimentare la gratitudine per i doni inaspettati.
· Esperienze: ascolto della vita di sant’Agostino, oppure visione di un audiovisivo e rilettura del proprio vissuto, oppure visita ad un artigiano.
· Svolgimento base
Il Tempo si può sviluppare in quattro momenti:
1. introduzione del maestro di tavola;
2. ascolto del racconto della vita di Sant’Agostino oppure visione del video oppure visita;
3. racconto della propria esperienza;
4. dire “grazie” al modo della messa.
1. Introduzione del maestro di tavola
Questo Tempo viene introdotto con il secondo intervento del maestro di tavola, il cui testo si trova nel materiale on line. Costui è un fanfarone e attribuisce a sé il merito di ciò che è successo. Attraverso il dialogo con i ragazzi, però, è possibile fare chiarezza e smascherarlo, attribuendo l’intervento miracoloso al suo vero autore, cioè Gesù. Egli non mette il copyright sui suoi doni, non mette a tutti i costi la firma per mettersi in evidenza. La sua presenza e la sua azione (come avverrà per il custode del manichino del video proposto in seguito o per il Dio della Creazione) è da trovare attraverso un’appassionante ricerca (come è stato nella vita di Sant’Agostino) il cui esito è una immensa gratitudine.
2. Ascolto del racconto della vita di Sant’Agostino oppure visione del video oppure
In questa seconda parte del Tempo, si propongono tre modalità alternative per approfondire l’esperienza della ricerca, della scoperta e della gratitudine che ne deriva. Si suggerisce di usarne soltanto una delle tre proposte.
La prima modalità è l’ascolto del racconto della vicenda di Agostino, attraverso cui vogliamo condurre i ragazzi nell’esperienza entusiasmante della ricerca di Dio, che non sempre si mostra subito e limpidamente. Agostino ricerca la felicità “nelle cose vane” e solo approfondendo il suo percorso scopre la presenza di Dio, che dà senso ai suoi giorni. Si può quindi leggere o raccontare la storia di Agostino, utilizzando il file che si trova on line, e poi dialogare con i ragazzi sul percorso da lui vissuto.
Si potrebbe anche utilizzare il testo di un racconto scritto da Marta Gadaleta - “Agostino e il ragno” (http://www.travelingintuscany.com/arte/benozzogozzoli/santagostino.htm), oppure un piccolo sunto, accompagnando la narrazione con la proiezione di immagini relative alla vita di Sant’Agostino (vd. power point “Vita di Sant’Agostinonel’arte”) - Le Storie della vita di Sant'Agostino sono un ciclo di affreschi commissionati da fra' Domenico Strambi nel 1464 al pittore Benozzo Gozzoli, che li dipinse con i suoi collaboratori nel coro della chiesa di Sant'Agostino a San Gimignano. Si avrebbe così la possibilità di accompagnare il racconto con l’arte pittorica.
Possono essere utili anche alcune domande per riflettere insieme: cosa spinge Agostino ad indagare? Dove scopre la presenza di Dio? Perché Dio non si è presentato subito ad Agostino?
Perché ha voluto che lui lo cercasse? Qualcuno ha aiutato Agostino nella sua ricerca? Agostino ha tenuto per sé la sua scoperta?
La seconda modalità è la visione di un breve video, che si può reperire su Youtube: “El anuncio de Justino de la Lotería de Navidad conmueve a España”.
Attraverso questo video si può far emergere il lavoro segreto di colui che allestisce i simpatici manichini come regali per gli amici. Un lavoro nascosto che però lascia le sue tracce: non può che essere lui a fare tali regali. Ancora una volta i doni ricevuti non possono non suscitare la gratitudine di chi li riceve.
La terza modalità è più complicata da realizzare, ma se ce ne fosse la possibilità sarebbe interessante. Se, nei pressi della parrocchia, si conosce un artigiano che ancora lavora delle materie prime trasformandole (si pensi, p. es., ad un panettiere, ad un calzolaio, ad una azienda agricola), si può organizzare un’uscita sul posto e chiedere a lui di aiutare i bambini a cogliere quanto lavoro è nascosto (e quante persone ci sono) dietro ad un prodotto finito. Anche in questo caso l’approdo dovrebbe essere una profonda gratitudine per chi lavora nel segreto per farci avere dei prodotti “rifiniti”, belli e utili.
Poiché, in questo momento, non è possibile organizzare un’uscita con i ragazzi, se si vuole comunque non rinunciare a vivere questa modalità, perché non proporre loro un video che presenti il lavoro che vi è dietro ad un prodotto, che per lo più trovano belle che confezionato e finito sulle proprie tavole? Per esempio, si potrebbe proporre un video su come si fa a fare il pane (scrivere mail per ricevere il filmato) oppure il vino
Anche in questo caso, accompagnando i ragazzi nella riflessione, si potrebbe giungere ugualmente a far loro comprendere che in noi deve nascere una profonda gratitudine per chi lavora nel segreto per farci avere dei prodotti “rifiniti”, belli e utili.
1. Racconto della propria esperienza
Dopo l’approfondimento secondo una delle modalità proposte, si può chiedere ai ragazzi di essere protagonisti di una scoperta nella loro vita. Succedono tante cose nella nostra vita per cui ringraziare: dopo una scoperta simile, anche noi non possiamo tenere tutto per noi ma dobbiamo esercitarci a “dire grazie”.
2. Dire “grazie!” al modo della messa
Si possono quindi proporre due attività che facciano sperimentare il ringraziamento: o in forma di semplice esercizio, o nella forma di una preghiera che rimanda a quanto avviene nella celebrazione eucaristica. Per la loro natura (una avverrebbe al di fuori del momento della catechesi, mentre l’altra al suo interno) le due attività non sono di per sé in alternativa l’una con l’altra: se ve ne fosse il tempo e l’occasione, potrebbero utilmente essere proposte entrambe.
La prima attività è più “esistenziale”: si invitano infatti i ragazzi a pensare a quelle persone concrete che silenziosamente aiutano a fare più bella la loro vita, e a prendersi l’impegno di ringraziarli in forma concreta.
La seconda proposta è nella linea di un’esperienza spirituale: si invitano i ragazzi a vivere un momento di preghiera di ringraziamento, aiutati dal testo del sussidio a pp. 34-35
Il testo proposto è stato formulato a partire dal Vangelo delle nozze di Cana, che ha fatto da sfondo ai due Tempi fin qui vissuti insieme, in una forma che ricalca da vicino quella di un prefazio della Messa. Questa parte del rito eucaristico, infatti, ha precisamente lo scopo di aprire tutta la Preghiera Eucaristica, esprimendo le ragioni per le quali, oggi, si “dice grazie” a Dio; ragioni che a loro volta costituiscono la premessa oggettiva e necessaria per dare fondamento alle richieste che nel prosieguo della preghiera verranno rivolte al Padre.
Dunque, dopo aver recitato insieme la prima parte del testo, si può chiedere ai ragazzi di intervenire nella parte sua finale, completandola con l’espressione di un loro “grazie” personale; all’invocazione di ciascuno (ed eventualmente anche nei punti indicati della prima parte del testo) si può rispondere con un semplice ritornello (se lo si desidera, in forma cantata): “Grazie, Signore perché ci vuoi bene” oppure “Grazie, Signore, perché ci riempi di gioia”. La preghiera si conclude poi con un canto di ringraziamento.
Questo modo di procedere dovrebbe aiutare a vivere come vera preghiera la parte di corrispondente della Messa (cioè il prefazio), a motivo delle somiglianze tra la forma di questa esperienza di preghiera di ringraziamento e la forma di quanto avviene nel rito eucaristico.
Vietata la riproduzione, anche parziale o ad uso interno didattico,
con qualsiasi mezzo, non autorizzata. Copyright Arcidiocesi.
gioco poliziesco – in tempo di Covid-19
INDAGINE
Si propongono ai ragazzi sei giochi/attività. Al termine di ogni gioco/attività, i ragazzi riceveranno degli indizi per ricostruire la vicenda delle nozze di Cana. I ragazzi possono giocare tutti insieme.
Si potrebbe anche proporre di “giocare in famiglia”, girando, magari con qualche giorno in anticipo rispetto al giorno dell’incontro di catechesi, le schede dei giochi sul gruppo wa. Ad inizio incontro, i ragazzi riferiranno le soluzioni dei giochi e riceveranno poi gli indizi. Gli indizi dovranno essere consegnati ai ragazzi comunque, anche se non supereranno le prove.
Se si sceglie di giocare durante l’incontro di catechesi, si potranno svolgere solo alcuni dei giochi oppure proporli tutti, ma dividendoli fra i ragazzi. Gli indizi dovranno comunque essere consegnati tutti!!!
Ecco le indicazioni dei personaggi.
SERVI: - Noi abbiamo riempito sei giare di acqua, secondo le indicazioni di uno dei partecipanti alla festa, il quale era vicino ad una donna che ci ha chiesto di obbedirgli. Solo dopo, portandolo in tavola, ci siamo accorti che le giare erano piene di vino!.
SPOSI: - Il maestro di tavola si è complimentato con noi per quel vino eccellente, che abbiamo lasciato alla fine dello sposalizio. In realtà erano i servi gli addetti al vino .. non so da dove l’hanno preso, ho visto soltanto che lo portavano in tavola … forse avevano nascosto delle scorte da qualche parte. Certo chi si è preoccupato di procuraci quel vino deve essere uno che ci vuole molto bene!
MARIA: - Mi sono accorta che mancava il vino: mi sarebbe spiaciuto che, proprio sul più bello della festa, non ci fosse più nulla con cui festeggiare. L’ho fatto notare a Gesù, ho chiamato i servi presso di noi, per capire se potevano aiutarci a fare qualcosa.
INVITATO: - I servi ad un certo punto ci sembravano un po’ agitati … Abbiamo visto che uno degli invitati indicava loro delle giare messe in un angolo: probabilmente ha mostrato dove c’era altro vino. Come facesse a saperlo che lì c’era del vino, questo non lo sappiamo”.
DISCEPOLO 1: - Abbiamo sentito che Gesù e Maria discutevano su una certa ora… se era l’ora giusta oppure no … Abbiamo pensato che Maria ricordasse a Gesù un suo impegno e che Gesù le rispondesse di non essere affatto in ritardo: infatti ha continuato a stare a tavola con noi! Chissà che cosa intendeva?.
DISCEPOLO 2: - Certo che Il Maestro è proprio forte! Oggi l’ho conosciuto un po’ meglio … è sempre esagerato, chissà dove andrà a finire di questo passo.
A titolo esemplificativo, si indicano di seguito alcune prove che i ragazzi dovranno superare per ottenere gli indizi.
1. DAI SERVI: realizzare il puzzle online delle nozze di Cana. https://puzzlefactory.pl/it/tag/Matrimonio+a+Cana
Se si inviteranno i ragazzi a fare il gioco online in famiglia, prima dell’incontro di catechesi, sarà necessario dir loro di inserire il loro nome al termine del gioco. Saranno così inseriti in una classifica a cui potremo far riferimento durante l’incontro.
2. DAGLI SPOSI: Ogni ragazzo dovrà leggere rapidamente al contrario ogni parola della frase seguente : “A CANA DI GALILEA OGGI È AVVENUTO QUALCOSA DI MOLTO MISTERIOSO” (Allegato n.^ 2).
3. DA MARIA: aguzza la vista come Maria. Trovare i sei particolari riprodotti sul file (Allegato n.^ 3) relativi all’ immagine delle nozze di Cana contenuta nelle pagine del sussidio.
4. DA UN INVITATO: risolvere il crucipuzzle intitolato “Le nozze di Cana” (Allegato n.^ 4). Qui la soluzione
5. DAL DISCEPOLO 1: tieni il tempo. Scegliere una canzone conosciuta dai ragazzi: la prova consiste nel tenere il tempo giusto anche in assenza della musica (si parte chiedendo ai ragazzi di cantare con il sottofondo musicale, poi li si fa continuare per circa 40 secondi senza musica e, rimettendola, si osserva se hanno saputo tenere o meno il tempo).
6. DISCEPOLO 2: i ragazzi sono invitati a creare, con le lettere date (Allegato n.^ 5), una parola (o una frase) che abbia a che fare con una festa di nozze.
Vietata la riproduzione, anche parziale o ad uso interno didattico, con qualsiasi mezzo, non autorizzata. Copyright Arcidiocesi
Gruppo Cardano
Con la tappa 3 ci introduciamo al significato e a vivere in modo esperienziale la celebrazione Eucaristica.
Nella tappa precedente ci siamo preparati a ricevere il dono del perdono nel sacramento della riconciliazione (alcune comunità riprenderanno tale argomento in vista del sacramento tra qualche mese) e ora ci apprestiamo a comprendere nel nostro vissuto, nel nostro essere credenti il dono dell’Eucarestia.
La tappa ci presenta due momenti importanti della vita di Gesù: il primo “segno” avvenuto a Cana di Galilea e la moltiplicazione dei pani. In questo modo, il tessuto celebrativo preparato negli anni precedenti trova terreno fertile affinché ci sia una partecipazione consapevole, attiva e piena alla celebrazione Eucaristica.
Questa terza tappa si divide in due momenti con due tempi ciascuno.
Nel primo tempo (le nozze di Cana) vogliamo portare i ragazzi a scoprire un mistero: il vino eccellente e sovrabbondante, mentre nel secondo scoprire il bene che ciascuno ha ricevuto per imparare a dire grazie con gratitudine e riconoscenza.
Nel terzo tempo (moltiplicazione dei pani) aiutare i ragazzi a scoprire che essi fanno parte del dono di Gesù in quanto chiede la loro collaborazione e nei gesti della moltiplicazione scoprire le diverse azioni della Messa (quarto tempo)
Come principio abbiamo considerato gli incontri a distanza cercando di trovare alternative a quanto presentato dalla guida e dai diversi sussidi del materiale online, oppure modificandole.
Tappa 3 – tempi 1 e 2
Le nozze di Cana
Obiettivo: scoprire che all’origine di questa abbondanza c'è Gesù; imparare a ringraziare e iniziare ad entrare nei momenti della messa e della celebrazione eucaristica
Passaggi: drammatizzazione; gioco poliziesco, oppure altri giochi (nel materiale online c’erano diverse
proposte pratiche di giochi, ma poco realizzabili nell’incontro a distanza ma da prendere in considerazione se qualche comunità effettuerà gli incontri in presenza); lettura del brano di vangelo.
Non partiamo dal racconto evangelico ma dalla drammatizzazione (materiale web) che può essere interpretata da due catechiste oppure da ragazzi adolescenti o può essere raccontata dalla catechista in modo narrativo. Se il racconto viene registrato sarà opportuno inviarlo prima ai ragazzi perché ne prendano visione. La scena vede il maestro da tavola delle nozze che è infuriato con gli sposi (Manasse e Giuditta) e un invitato. In questo racconto ci sono le basi del racconto evangelico. Non vengono menzionati i diversi personaggi ma i ragazzi, accompagnati dal maestro di tavola, si travestiranno da poliziotti per interrogare i diversi partecipanti all’evento. Dovranno fare delle domande ai personaggi che troviamo a pagg. 32-33 del testo e il/la catechista darà le indicazioni che troviamo nel file on line (gioco poliziesco - materiale web). E’ importate precisare che, in ordine cronologico, abbiamo i seguenti personaggi: sposi e servi (pag. 32), Maria, 1° discepolo, invitato e secondo discepolo.
Se il tutto avviene a distanza non è possibile creare degli stand, come proposto, allora si potrebbero presentare le immagini di ogni personaggio da intervistare: ogni volta che condividerete con loro il personaggio, i ragazzi porranno delle domande alle quali il/la catechista risponderà immedesimandosi in quel personaggio. Nel caso di scena muta nel formulare domande aiutarli con frasi che portino i ragazzi alle stesse conclusioni.
Al termine degli interrogatori i ragazzi dovranno scrivere quanto scoperto nel riquadro in alto a pag. 34.
Tema: il ringraziamento.
Gli sposi ringraziano perché qualcuno ha fatto sì che la festa riuscisse e non fosse rovinata. Mancava qualcosa, c’era un vuoto che è stato riempito.
A questo punto è fondamentale dare un confronto tra la festa delle nozze e la celebrazione Eucaristica.
Anche noi molte volte quando siamo in difficoltà c’è qualcuno che viene in nostro aiuto e la nostra risposta è un “grazie” come quello degli sposi. A maggior ragione nel partecipare alla Messa, insieme alla comunità presente, diciamo il nostro “grazie” per l’immenso dono che Dio ci ha fatto nel mandare il suo unico Figlio a salvarci.
E’ importate aiutarli a prendere coscienza del momento fondante della Celebrazione: la preghiera Eucaristica che il sacerdote pronuncia a nome di tutti dopo la presentazione dei doni: il vino (nozze di Cana) e il pane (moltiplicazione). In questo modo egli ci aiuta a ricordare di ringraziare Dio per il suo immenso amore. E impariamo a ringraziarlo per i doni che più avanti vedremo essere il sangue e il corpo di Gesù che è morto ed è risorto per noi.
Sarebbe opportuno fare il collegamento con la prima preghiera che viene recitata al termine del sacramento della Riconciliazione: Signore ti ringrazio…
Sarebbe opportuno soffermarsi sui diversi paragrafi che troviamo a pag. 35 e poi invitarli a scrivere e a proclamare perché oggi si vuole ringraziare il Signore.
Tappa 3 – tempo 3 e 4
La moltiplicazione dei pani (Mt, 13-21)
La Lectio Divina comprende tre momenti portanti del racconto evangelico:
LA COMPASSIONE – LA CONDIVISIONE – L’EUCARISTIA (analogia).
Inizio dell’incontro con la lettura del Vangelo con il metodo “a bivi” (pag.38-39) in cui i ragazzi scelgono, motivandole, le sequenze corrette.
La dinamica del racconto, approfondita dal catechista ed accompagnata da continui stimoli nei confronti dei ragazzi, affronta il sentimento della “compassione”. Gesù, addolorato per la notizia della morte di Giovanni Battista, vorrebbe ritirarsi in preghiera, ma vedendo la folla stanca, abbattuta come pecore senza pastore, si commuove, si immedesima nella sofferenza altrui e soffre con loro (con - patire). La compassione fa reagire Gesù all’insistenza delle persone non con irritazione perché sa che la gente Lo cerca non per curiosità, ma per necessità. Ed ecco allora che Gesù inizia a guarire, a compiere miracoli insegnandoci ad anteporre le necessità dei poveri alle nostre.
IL DONO DEL PANE
Venuta la sera, la folla è stanca ed affamata; Gesù ordina ai discepoli di dar loro da mangiare. La reazione (umana) è: “Ma come? Migliaia di persone? Siamo nel deserto! Come facciamo? Mandiamoli a casa!” Poi Gesù invita a far sedere la gente a gruppi di 50: imbandisce un banchetto che prelude al banchetto eucaristico. Quindi interviene con un miracolo (reazione di Gesù). Dal poco, 5 pani e 2 pesci, dona in abbondanza.
Logica umana “ognuno pensi per sé”
Logica di Gesù “condivisione”
Con i ragazzi si potrebbe partire da esperienze pratiche di “condivisione” perché abbiano chiaro il significato di tale parola. Poiché in questo momento non è possibile pensare ad attività in presenza, un invito diretto alla famiglia potrebbe creare un momento, durante un pranzo o una cena o una merenda, in cui si offre ai commensali una pietanza che risulta non essere sufficiente per tutti. Si chiede ai ragazzi come risolvere il problema che ovviamente porterà alla ridistribuzione del cibo in minor quantità per ciascuno, così tutti, però, potranno mangiarne. Dal poco si può avere tanto.
IL MIRACOLO DEI PANI
Azioni dell’ultima cena - Azioni della celebrazione eucaristica
“E alzati gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli (mediatori tra Gesù e la folla) e i discepoli li distribuirono alla folla”.
Gesù dà ai discepoli il compito di provvedere alle necessità della gente, di continuare l’opera iniziata da Lui li coinvolge nel suo miracolo.
Come avranno reagito gli Apostoli alla proposta di Gesù di dare loro stessi da mangiare alla folla?
Il dono di pane di vita eterna è un gesto simbolico che contiene un fatto REALE che va oltre l’episodio stesso e si proietta nel futuro: NELLA NOSTRA EUCARISTIA QUOTIDIANA riviviamo il gesto del pane spezzato.
COMPASSIONE, CONDIVISIONE, EUCARISTIA: questo è il cammino che Gesù ci indica in questo Vangelo, un cammino che ci porta ad affrontare con fraternità i bisogni di questo mondo, perché parte da Dio Padre e ritorna a Lui.
Insieme infine si può tornare all’illustrazione di pag.36 per rileggerla con i ragazzi.
CONFRONTO PERSONALE
Con i ragazzi si potrebbe concludere questo momento ponendo loro delle domande che possano stimolare una riflessione personale, ma anche un confronto sulle risposte che verranno date:
· Ti impegni a compiere gesti di solidarietà verso coloro che ti sono vicini?
· Dinanzi ai problemi molto concreti dei tuoi amici o parenti sai offrire il tuo aiuto e la tua disponibilità a collaborare per trovare una soluzione?
· Gesù, prima di spezzare il pane, alza gli occhi al cielo: tu sai ringraziare il Signore per il dono quotidiano del pane?
· Sai condividere con gli altri, specie con i più poveri, i tuoi beni?
I GESTI DELL’AMORE
Rileggere il brano di Vangelo ponendo l’attenzione ai gesti che Gesù compie.
Dove possiamo rivedere gli stessi gesti? (Caccia al gesto)
Come attività: il momento domestico della “tovaglia di servizio”.
Icona pellegrina
Gruppo Job
L’incontro ha inizio con una breve preghiera, che ci introduce nel lavoro di gruppo. Abbiamo scelto di pregare con la preghiera scritta sulla copertina del sussidio CON TE! AMICI – pagina finale.
Ecco il testo della preghiera :
Gesù, Figlio amato del Padre,
per primo Tu ci chiami amici
perché non viviamo mai separati da Te:
con il corpo e il sangue donati, cibo di unità,
passa la Tua vita in noi
per dare frutto come dici Tu.
Amen.
Ecco cosa Ti chiediamo, o Signore!!! Aiutaci ad accompagnare i ragazzi che ci hai affidato a diventare Tuoi amici, a ricevere con gratitudine il Tuo perdono che cambia la vita, ad entrare nella ricchezza della celebrazione Eucaristica che sostiene il cammino della Chiesa e ci unisce tutti in comunione con Te!! Siamo certi – e per questo Ti ringraziamo - che il Tuo Spirito non mancherà di suscitare in ognuno di noi pensieri, parole, gesti ed azioni per poter condurre nel migliore dei modi i ragazzi affidatici all’incontro personale con Te!
Dopo aver presentato il significato del percorso, facendo riferimento in particolare al metodo integrato, al lavoro d’equipe e al criterio della flessibilità (si legga quanto contenuto nella guida del primo anno – Con Te! Figli – da pag. 6 a pag. 14 e alle schede della diocesi che si allegano alla presente relazione), si introduce l’argomento dell’incontro: pensare e progettare insieme, il cammino della Tappa 3 del terzo anno – Gesù pane di vita per tutti – per poi proporlo in modalità online o in presenza, a seconda di ciò che è concesso dalla situazione legata al Covid-19.
*Nella Tappa 2 i ragazzi hanno potuto “scoprire” la misericordia infinita di Dio Padre,; ora saranno ora accompagnati a “percepire” il significato della celebrazione eucaristica e a farne esperienza
- attraverso il brano delle "Nozze di Cana", in cui potranno scoprire l'amore di Dio è sempre sovrabbondante, efficace e portatore di gioia.
- Attraverso il racconto della "Moltiplicazione dei pani e dei pesci”, in cui avranno la possibilità di conoscere le intenzioni di Gesù e scoprire alcuni elementi del rito eucaristico, a partire dai gesti compiuti dal Signore, che caratterizzano anche l'Ultima cena e la celebrazione della messa: prendere, alzare, benedire, spezzare e donare.
Ma, ci si chiede, come vivere la proposta diocesana (vd. schede contenute nel materiale online che costituiscono parte integrante della presente relazione) in un periodo in cui, a causa della situazione di emergenza legata al Covid-19, gli incontri in presenza non sono ancora possibili/sono possibili ma nel rispetto delle norme di distanziamento? Bisogna rivedere le modalità della proposta e, qualora si scegliesse di organizzare altro, è necessario verificare se l’attività scelta è utile per raggiungere l’obiettivo della tappa di cui sopra (*).
I ragazzi sono chiamati a “scoprire” l’amore infinito di Gesù e, quindi, bisogna pensare di proporre – sia nella modalità online sia in quella in presenza – attività che li conducano a questa scoperta. Non sarà quindi necessario presentare prima i due brani di Vangelo di cui sopra, perché è utile che siano i ragazzi stessi a “scoprire” come Gesù “sta” nelle due situazioni.
1. Ed ecco allora - per quanto riguarda il brano delle “NOZZE DI CANA” - Tappa 3, tempo 1 - il GIOCO POLIZIESCO che troviamo nel materiale online. Ma, come viverlo in un incontro online?
- Si possono far giocare i ragazzi con giochi online sia durante l’incontro sia coinvolgendo le famiglie (vd. scheda allegata – SULLA PIAZZA DI CANA)
- Chiedendo agli animatori di intervenire all’incontro online, si possono dividere i ragazzi in più gruppi – tanti quanti sono gli animatori disponibili - e creare delle “stanze collaterali” – tante quanti sono i gruppi in cui sono stati divisi i ragazzi – ed in ogni stanza si possono svolgere i giochi polizieschi di cui alla scheda della diocesi. I ragazzi, a conclusione dei giochi, si riuniscono nella stanza principale e, aiutati dai catechisti, ricostruiscono il brano di Vangelo.
Per quanto riguarda la Tappa 3 Tempo 2 - UNA SCOPERTA CHE NON SI PUÒ TENERE PER SÉ – in cui i ragazzi sono chiamati a sperimentare la gratitudine per i doni inaspettati, tre sono le proposte che fa la Diocesi
La prima modalità è l’ascolto del racconto della vicenda di Agostino, attraverso cui vogliamo condurre i ragazzi nell’esperienza entusiasmante della ricerca di Dio, che non sempre si mostra subito e limpidamente. Agostino ricerca la felicità “nelle cose vane” e solo approfondendo il suo percorso scopre la presenza di Dio, che dà senso ai suoi giorni. Si può quindi leggere o raccontare la storia di Agostino, utilizzando il file che si trova on line, e poi dialogare con i ragazzi sul percorso da lui vissuto.
Si potrebbe anche utilizzare il testo di un racconto scritto da Marta Gadaleta - “Agostino e il ragno” - http://www.travelingintuscany.com/arte/benozzogozzoli/santagostino.htm - accompagnando la narrazione con la proiezione di immagini relative alla vita di Sant’Agostino (vd. power point “Vita di Sant’Agostino nell’arte” - https://www.dropbox.com/scl/fi/qc8q7nl3cyirrnwhrz2zk/VITA-DI-SANT-AGOSTINO-NELL-ARTE.pptx?dl=0&rlkey=f4pykrtfukndxob2f2b82dlbp - Le Storie della vita di Sant'Agostino sono un ciclo di affreschi commissionati da fra' Domenico Strambi nel 1464 al pittore Benozzo Gozzoli, che li dipinse con i suoi collaboratori nel coro della chiesa di Sant'Agostino a San Gimignano. Si avrebbe così la possibilità di accompagnare il racconto con l’arte pittorica.
Possono essere utili anche alcune domande per riflettere insieme: cosa spinge Agostino ad indagare? Dove scopre la presenza di Dio? Perché Dio non si è presentato subito ad Agostino?
Perché ha voluto che lui lo cercasse? Qualcuno ha aiutato Agostino nella sua ricerca? Agostino ha tenuto per sé la sua scoperta?
La seconda modalità è la visione di un breve video, che si può reperire su Youtube: “El anuncio de Justino de la Lotería de Navidad conmueve a España”. https://www.youtube.com/watch?v=kEJNNs9N3Ew.
Attraverso questo video si può far emergere il lavoro segreto di colui che allestisce i simpatici manichini come regali per gli amici. Un lavoro nascosto che però lascia le sue tracce: non può che essere lui a fare tali regali. Ancora una volta i doni ricevuti non possono non suscitare la gratitudine di chi li riceve.
La terza modalità è più complicata da realizzare, ma se ce ne fosse la possibilità sarebbe interessante. Se, nei pressi della parrocchia, si conosce un artigiano che ancora lavora delle materie prime trasformandole (si pensi, p. es., ad un panettiere, ad un calzolaio, ad una azienda agricola), si può organizzare un’uscita sul posto e chiedere a lui di aiutare i bambini a cogliere quanto lavoro è nascosto (e quante persone ci sono) dietro ad un prodotto finito. Anche in questo caso l’approdo dovrebbe essere una profonda gratitudine per chi lavora nel segreto per farci avere dei prodotti “rifiniti”, belli e utili.
Poiché, in questo momento, non è possibile organizzare un’uscita con i ragazzi, se si vuole comunque non rinunciare a vivere questa modalità, perché non proporre loro un video che presenti il lavoro che vi è dietro ad un prodotto, che per lo più trovano belle che confezionato e finito sulle proprie tavole? Per esempio, si potrebbe proporre un video su come si fa a fare
il pane
https://www.dropbox.com/s/i5utnv4fjpcj51o/DALLA%20SPIGA%20AL%20PANE.mp4?dl=0
oppure il vino
https://www.dropbox.com/s/gwl95evnl0rdb5b/DALL%27UVA%20AL%20VINO.avi?dl=0
oppure ancora proporre loro un video che presenta il lavoro, le fatiche e le gioie che ci sono nel condurre e gestire un’azienda agricola
https://www.youtube.com/watch?v=kyj87BqLr8E
Anche in questi casi, accompagnando i ragazzi nella riflessione, si potrebbe giungere ugualmente a far loro comprendere che in noi deve nascere una profonda gratitudine per chi lavora nel segreto per farci avere dei prodotti “rifiniti”, belli e utili.
2. Ed ecco - per quanto riguarda il brano della “MOLTIPLICAZIONE DEI PANI E DEI PESCI” che la diocesi, per far scoprire ai ragazzi la dismisura dell’amore di Gesù e la logica dell’amore che sta a base di ogni sua scelta, propone il VANGELO A BIVI (vd. power point allegato alla presente relazione) che può essere utilizzato in un incontro sia online sia in presenza (in quest’ultimo caso, può essere utilizzato, al posto del power point, anche un cartellone).
La diocesi propone poi, nella scheda online, una drammatizzazione, invitando a mettere in scena quello che succede dopo l’invito di Gesù, lasciando che ciascuno dei ragazzi si esprima su quale posizione prenderebbe, su come il racconto vada avanti e su quali epiloghi possa avere.
I ragazzi devono poter esprimere anche la loro fatica e resistenza a fidarsi della proposta di Gesù; qualcuno di loro paradossalmente potrebbe scegliere anche di andarsene. È altrettanto utile che fra di loro si aiutino a trovare la motivazione per restare o per assecondare l’indicazione di Gesù «Date loro voi stessi da mangiare».
Si potrebbe infine invitare i ragazzi a preparare una drammatizzazione, chiedendo loro di immedesimarsi in uno dei personaggi dell’immagine delle pagg. 36 e 37.
Se non si riuscisse a preparare una drammatizzazione, si potrebbe proporre ai ragazzi il racconto “Heleazar, il ragazzo dei cinque pani e due pesci, che potrebbe utilmente introdurre i ragazzi nella discussione del “che cosa avrei fatto io”.
A seguire, è cosa “buona”
- presentare i gesti compiuti da Gesù (prendere, alzare, benedire, spezzare e condividere), legandoli ai gesti che si vivono durante la celebrazione eucaristica (vd. pagg. 40 e 41 del sussidio),
- invitare i ragazzi – situazione Covid-19 permettendo - perché, o a turni o a gruppi ristretti, ogni domenica si ritrovino poco prima dell’inizio della Messa domenicale per preparare il necessario per la presentazione dei doni, cioè per quel momento del rito eucaristico in cui ci scopriamo fare qualcosa di simile a quanto hanno compiuto i discepoli di un tempo: rendersi disponibili a Gesù e al suo progetto, mettendo a disposizione qualcosa di nostro e, insieme ad esso, noi stessi.
IL PELLEGRINAGGIO DELL’ICONA PELLEGRINA
L’icona pellegrina è un “segno” per offrire a tutte le famiglie dei ragazzi che riceveranno la Prima Comunione un’opportunità per vivere più intensamente la preparazione, attraverso la creazione di un tempo di preghiera familiare, per pregare per i propri amici e sperimentare come l’incontro con Gesù sia in grado di radunare e unire i membri della famiglia.
La modalità proposta dalla Diocesi, cioè della consegna da una famiglia all’altra di un’icona e del relativo libretto per l’animazione della preghiera quotidiana, in questo tempo di Covid-19, non è vivibile!!! Ed allora, cosa proporre? Ecco due modalità:
Ad ogni famiglia si chiede di predisporre in un angolo della casa un’immagine sacra (oppure possiamo stampare per ogni famiglia un’immagine dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci ed incollarla su un cartoncino in modo da farne un quadretto). Faremo avere, tramite wa o email uno schema per la preghiera familiare e inviteremo a dedicare ogni giorno qualche momento alla preghiera.
Possiamo creare un’ immagine da inviare wa o email, con relativa preghiera, ad una prima famiglia che poi, al termine della settimana, la invia ad altra famiglia.
LA TOVAGLIA DEL SERVIZIO
Quest’attività vissuta in famiglia permette di ricondurre la celebrazione eucaristica a una dimensione domestica, riferendosi al vissuto eucaristico: “raccontare qualcosa di bello che ho vissuto oggi”, “offrirsi per un servizio”, “dire grazie”, “spezzare il pane e condividerlo”.
Il momento domestico è riportato nella vita quotidiana attraverso l’esperienza dell’impegno che si è preso.
Indicazioni operative
Prima possibilità: si usa come base una tovaglietta da colazione che è già in casa. Stampando la tovaglia, magari su carta colorata o cartoncino leggero, si possono ritagliare i vari elementi (piatto, posate, ecc.) e attaccarli alla tovaglietta con del biadesivo. Si possono attaccare di volta in volta sino a completare la tovaglia; in questo caso ricordarsi però di ritagliare subito la preghiera di benedizione che deve essere sulla tovaglia fin dall’inizio dell’esperienza.
Seconda possibilità: si stampa la tovaglia in A3 su carta (in bianco/nero o a colori) e si colorano gli elementi (che sono già tutti sulla tovaglia) di volta in volta, in base all'impegno/servizio.
In entrambe le possibilità, se si desidera colorare, si tenga conto che i quattro quadranti del piatto corrispondono alle quattro posate che permettono di vivere quel contenuto; partendo dal quadrante in alto a destra e procedendo in senso orario si ha corrispondenza rispettivamente con coltello, forchetta, sottobicchiere e cucchiaio, cucchiaino.
Come per l’icona pellegrina, si possono stampare e plastificare tante tovagliette quanti sono i ragazzi e poi chiedere alle famiglie di ritirarle in oratorio (se ancora gli incontri sono online), oppure si può inviare wa o email la scheda da cui tagliare le posate. E’ anche possibile creare la tovaglia del servizio online e poi inviarla alle famiglie.