CON TE! AMICI - IL LIBRO DIGITALE
4. Quarta Tappa. Gesù si offre per tutti, ovvero La cena delle sorprese (Introduzione al senso della celebrazione della Messa, a partire dalla cena pasquale vissuta da Gesù).
VIA CRUCIS - ANIMATA DAI COMUNICANDI
Come vivere la Via Crucis
Questa Via Crucis, strettamente legata alla proposta della Tovaglia del servizio - materiale online della Diocesi - e alla Tappa 4 del cammino Con Te! Amici - può essere vissuta :
- "in presenza", coinvolgendo i ragazzi che, ben preparati, potranno drammatizzare i dialoghi. Il testo e il power point possono essere scaricati,
- "da remoto", affidando la slide alle Famiglie, che potranno fare esperienza di preghiera in un periodo in cui tutti siamo chiamati a prepararci alla festa della Pasqua, facendo spazio nella nostra vita a quel Gesù, che ha donato tutto sè stesso per amore.
( CONSUELO )
PREGHIERA IN FAMIGLIA
Anche quest'anno per il gruppo AMICI riproponiamo il momento di preghiera da vivere in famiglia durante il periodo di quaresima.
Inviate alle famiglie secondo diverse modalità chiedendo di dedicare, durante la settimana in cui avrete "in consegna" l'Icona Pellegrina, un momento della Vostra giornata alla preghiera.
"Per vivere questa esperienza, Vi chiediamo di allestire, in un luogo significativo della vostra casa (ad esempio il salotto, la cucina o la camera) un "angolo della preghiera" e di individuare un momento, nel corso di ogni giornata (ad esempio subito dopo cena o prima di andare a letto), per pregare tutti insieme. Al termine della settimana, dovrete "consegnare" l'Icona ad un'altra famiglia.
Vi auguriamo di poter vivere questo momento non come un obbligo, ma come un’occasione bella e irrinunciabile per accompagnare il cammino dei Vostri figli."
A questo link la versione digitale
GESU' SI OFFRE PER TUTTI
Il cammino di introduzione dei ragazzi alla celebrazione della Messa continua, in particolare a partire dall’esperienza della Cena pasquale e dal modo singolare ed originale con cui Gesù l’ha vissuta con i suoi discepoli.
Durante questa cena, Egli ha istituito l’Eucarestia, lasciando a noi il comando di ripetere quanto lui ha compiuto e dando fondamento alla celebrazione della Messa.
I ragazzi saranno quindi accompagnati, durante questa tappa, a cogliere il significato dei diversi atteggiamenti di Gesù che caratterizzano l’Ultima Cena, cena diversa da tutte le altre cene: una cena vissuta per donare la vita, per consegnarsi nel contesto del tradimento, una cena vissuta per diventare una cosa sola con noi, una cena per mostrare che amare vuol dire servire, una cena che è dono per sempre, perché esprime la fedeltà di Dio.
I ragazzi sono introdotti al significato di “memoriale”, che non è solo ricordo, ma attualizzazione e partecipazione. La Messa è appunto “memoriale” della cena e del sacrificio di Gesù.
A questo link è possibile accedere a tutto il materiale digitale relativo alla tappa
( CONSUELO )
Riportiamo l'esperienza di Renata - (parrocchia natività di Maria v. - Cuoricino)
Coinvolgere i genitori richiedendo la presenza di almeno uno di loro per un momento del nostro incontro. Chiedere loro, tramite msg, di preparare un catino e una brocca/bottiglia di acqua, avvisandoli che assecondino il bambino quando chiederà loro qualcosa, senza svelare di cosa si tratta, in modo da creare lo stesso effetto sorpresa che il gesto di Gesù ha generato negli apostoli.
E' opportuno iniziare ricordando ai bambini (glielo avevo già spiegato l’anno scorso) che a quei tempi, usando le persone calzature aperte, come i sandali, ed essendo le strade in terra battuta, era abitudine rientrando a casa, farsi lavare i piedi. Erano i servi o gli schiavi coloro che si occupavano di questo "servizio", quindi persone sottomesse, di poco "valore".
Dire ai bambini di andare a prendere un asciugamano e poi, con l’acqua ed il catino (che ho fatto preparare ai genitori) fare questo gesto con un genitore/nonno che non sa nulla e a cui loro spiegheranno cosa devono fare anche contro le eventuali proteste dei genitori (e non devono farlo come un gioco, ma seriamente),. Se chiedono perché, dire loro le parole di Gesù “Quello che state per fare ora non lo capite adesso, lo capirete dopo!” (se vogliono possono dire la stessa cosa ai loro genitori.
Quando ritornano si raccolgono le risonanze di questo gesto. I genitori: cosa hanno pensato/provato? I bambini: cosa hanno pensato/ provato loro? Che faccia hanno fatto i genitori e cosa hanno detto?
Introdurre l'osservazione dell'immagine di pag. 54-55 del sussidio e spiegare il contesto storico (ultima cena) in cui si svolge il momento. Nell'osservazione dell'immagine richiamare l'attenzione dei bambini sulle molte bocche aperte per lo stupore per quello che Gesù sta facendo e sentire i loro commenti a proposito dell'espressione di Pietro, su cosa secondo loro sta dicendo a Gesù, sul perché altri due apostoli stanno togliendosi già i sandali, etc.
Leggere il brano di vangelo di Giovanni 13 a pag.56.
Chiedere ai bambini se capiscono che cosa fa Gesù e cosa vogliono dire i suoi gesti. Dopo leggere Gv 13,12-20 dove Gesù lo spiega e commentare con i bambini: x Lui essere Signore significa ribaltare la logica di allora x cui il più importante (nel loro caso, è vero che in casa loro sono i più piccoli, ma però sono loro quelli considerati come i più importanti e trattati come tali) stava in alto ed il meno importante in basso (e anche i suoi discepoli la pensavano così e vedevano in questo modo le cose, infatti sono rimasti scandalizzati dal suo gesto); Gesù dice e mostra loro che devono imparare a vedere le cose in un altro modo e da un’altra posizione: mettersi più in basso e ha collocato i piccoli in alto, sempre al loro servizio. È stata solo la prima volta che lo mostrava loro in questo modo, insegnando loro un nuovo modo di giudicare gli altri, di pensare e vivere. Ma Lui aveva sempre cercato di insegnarglielo con i suoi gesti: facendo sentire gli altri importanti e preziosi, prendendosene cura, cercando e stando sempre con gli emarginati e i peccatori.
Dopo aver letto insieme il brano del Vangelo, soffermarsi coi bambini sul fatto che anche di questo gesto compiuto da Gesù durante l'ultima Cena si fa memoria ancora oggi alla sera del Giovedì Santo. Purtroppo, la situazione attuale non ce lo consente, ma è bello comunque far loro presente che quest'anno sarebbero stati proprio loro i protagonisti, nella parte degli apostoli a cui il nostro Don avrebbe lavato i piedi.
Può essere utile mostrar loro delle foto o dei video che mostrano il Papa mentre sta lavando i piedi, in occasione delle celebrazioni passate del Giovedì Santo, ai detenuti, quindi ad una categoria di persone che si considera in basso alla scala sociale: questo per rafforzare il messaggio, anche il Papa, nonostante la sua importanza, si abbassa a diventare più umile degli umili.
Mostrare immagini di illusioni ottiche e/o il video degli occhiali speciali x supportare l’applicazione del brano del Vangelo: quella sera i discepoli credevano di vederci giusto A proposito di Gesù ma egli ha mostrato loro una nuova via e un nuovo modo di essere maestro e signore.
Quando facciamo la comunione diventiamo una cosa sola con Gesù, diventiamo incandescenti come il legno nel fuoco, ma dobbiamo portare il Signore con noi fuori dalla chiesa e nella nostra vita e assomigliare a lui nel nostro modo di fare, pensare e amare.
“Uno di voi mi tradirà”
I discepoli reagiscono in modo diverso alle parole di Gesù
Ecco il power point di presentazione DELL'ULTIMA CENA DI Gesù, nella notte in cui fu tradito (con emoticon)
Gruppo Cardano
TEMPO 4
Materiale non pervenuto (ci scusiamo per l'inconveniente)
TEMPO 5
Nel valutare le limitazioni imposte dalla modalità on-line, si è ragionato su come trasmettere dei video di pochi minuti sulla vita di Gesù, relativi all'argomento trattato nell'incontro, sia una soluzione molto valida per catturare l'attenzione dei bambini (la modalità filmato è più interessante che il cartone animato per l'età dei bambini).
Tuttavia, per il tempo 5, è interessante introdurre l'incontro con l'osservazione dell'immagine di pag. 54 del sussidio, non senza prima spiegare il contesto storico in cui si svolge il momento.
E' opportuno quindi iniziare spiegando ai bambini che a quei tempi, usando le persone calzature aperte, come i sandali, ed essendo le strade in terra battuta, era abitudine alla sera, rientrando a casa, farsi lavare i piedi. Erano i servi o gli schiavi coloro che si occupavano di questo "servizio", quindi persone sottomesse, di poco "valore". Nell'osservazione dell'immagine richiamare l'attenzione dei bambini sulle molte bocche aperte per lo stupore per quello che Gesù sta facendo e sentire i loro commenti a proposito dell'espressione di Pietro, su cosa secondo loro sta dicendo a Gesù, sul perché altri due apostoli stanno togliendosi già i sandali, etc.
Dopo aver letto insieme il brano del Vangelo, soffermarsi coi bambini sul fatto che anche di questo gesto compiuto da Gesù durante l'ultima Cena si fa memoria ancora oggi alla sera del Giovedì Santo. Purtroppo, la situazione attuale non ce lo consente, ma è bello comunque far loro presente che quest'anno sarebbero stati proprio loro i protagonisti, nella parte degli apostoli a cui il nostro Don avrebbe lavato i piedi. Può essere utile mostrar loro delle foto o dei video che mostrano il Papa mentre sta lavando i piedi, in occasione delle celebrazioni passate del Giovedì Santo, ai detenuti, quindi ad una categoria di persone che si considera in basso alla scala sociale: questo per rafforzare il messaggio, anche il Papa, nonostante la sua importanza, si abbassa a diventare più umile degli umili.
Come attività si propone di chiedere ai bambini di provare per un giorno di "mettersi a servizio", anziché farsi servire. Potrebbero per es. imitare il gesto di Gesù, proponendo al papà o un famigliare di lavare i piedi. Oppure, immaginando che questo gesto possa essere banalizzato, meglio ancora potrebbero proporre alla mamma di sostituirsi a lei in un piccolo lavoro in casa per farla riposare. Un altro esempio potrebbe essere di preparare e servire la colazione alla mamma e al papà, magari alla domenica mattina quando c'è un pò di tempo per farlo. E' suggeribile coinvolgere i genitori, ma solo avvisandoli che assecondino il bambino quando chiederà loro qualcosa, senza svelare di cosa si tratta, in modo da creare lo stesso effetto sorpresa che il gesto di Gesù ha generato negli apostoli. A conclusione di questa piccola attività sarà bello ricevere dai genitori una foto del loro bambino con indosso un grembiule - la catechista si sarà premurata di suggerire preventivamente di "attrezzarsi" in questo senso! - così da rendere l'idea del servizio reso!
TEMPO 6
In questa tappa abbiamo visto come un'esperienza dolorosa nasconde un tesoro prezioso. La vicenda di Gesù ci dice proprio questo. Allora è importante ed è fondamentale comprendere l'Eucarestia anche in questo senso doloroso. Gesù aveva cenato molte volte con i suoi, ma una sola volta, quella volta, ha donato ai discepoli e a noi il suo corpo e il suo sangue.
Il fare "memoria", cioè rivivere il momento dell'ultima cena è quanto di più bello possa essere per la vita di un cristiano. Essere lì con Gesù e i suoi in quel preciso momento. Non è un ricordare come tanti ricordi che sono presenti nella nostra mente, ma è un "essere lì".
Nel momento in cui il sacerdote compie gli stessi gesti e dice le stesse parole di Gesù veniamo trasportati in quel tempo, in quel luogo, in quella medesima ora. E come gli apostoli anche noi, siamo incapaci di comprendere il senso enorme di quel gesto. I discepoli non avevano capito. Anche noi non riusciamo a comprendere questo immenso dono. Ma se tutto viene visto alla luce della resurrezione e dell'azione dello Spirito di Dio a Pentecoste, allora i nostri occhi si apriranno, le nostre orecchie comprenderanno, il nostro cuore si riempirà d'amore per Dio e per gli altri.
A pag. 58 chiediamo ai ragazzi di descrivere un momento in cui c'è una trasformazione - da paurosi a coraggiosi, da tristi a felici -. Questo è quanto avviene nel momento in cui si partecipa attivamente alla celebrazione Eucaristica. L'Eucarestia ha in sé una forza che trasforma, genera una vita nuova, permette di vivere la stessa esperienza di Gesù di morte e resurrezione.
E' opportuno meditare sulle parole dell'Anamnesi: "Annunciamo la tua morte, Signore. Proclamiamo la tua resurrezione nell'attesa della tua venuta".
- febbraio 11, 202
Cosa vogliamo vivere
Desideriamo creare uno spazio e un tempo di preghiera famigliare per attendere e preparare la prima Comunione, per pregare per i propri amici e sperimentare come l’incontro con Gesù sia in grado di radunare e unire i membri della famiglia. A questo scopo, un’icona passerà di casa in casa, come pellegrina, invitando tutti alla preghiera.
Tempo consigliato
Nel terzo anno, durante le Tappe 3 e/o 4, in preparazione alla prima Comunione. Si calcola la data dell’inizio dell’attività in base al numero dei ragazzi e delle icone disponibili.
Materiale per ogni gruppo
Un’icona dell’ultima cena, un quaderno, quattro libretti di preghiere.
Altro materiale utile
Testimonianze di chi ha già vissuto questa esperienza, esempio di lettera da consegnare ai genitori, descrizione del rito per la preghiera. Il testo dei salmi è allegato in un altro file.
Svolgimento
Durante l’incontro di catechesi, a turno, ogni ragazzo (o gruppo di ragazzi, se le icone sono più di una) riceve un sacchetto contenente il materiale per vivere la proposta e nel quale si trovano l’icona, un quaderno e quattro libretti di preghiere. La famiglia trattiene a casa propria per una settimana il sacchetto, sceglie un luogo significativo e visibile per esporre l’icona, davanti alla quale si ritrova a pregare, seguendo le istruzioni offerte nei libretti di preghiera. Il rito inizia con il segno della croce e prende avvio dalle parole di un salmo da recitare insieme, salmo che può essere seguito da un momento di risonanza, nel quale chi lo desidera rilegge ad alta voce qualche frase del testo pregato; si prosegue poi con alcune invocazioni libere (ringraziamento, richiesta di perdono, intercessione...). Si conclude con un invocazione e il segno della croce. Al termine di questo file si può vedere il rito della preghiera in famiglia davanti all’icona pellegrina.
Al termine della settimana sarà possibile, sia per i ragazzi che per i genitori, lasciare traccia dell’esperienza vissuta sul quaderno che accompagna l’icona, scrivendo un pensiero, eseguendo un disegno, inventando una preghiera o condividendo delle impressioni su ciò che si è vissuto. Quindi il sacchetto con tutto il materiale verrà riportato all’incontro di catechesi per essere consegnato ad un altro ragazzo (o gruppo di ragazziTestimonianze di chi ha già vissuto questa esperienza, esempio di lettera da consegnare ai genitori, descrizione del rito per la preghiera.
Riportiamo di seguito i link per accedere al amteriale proposto dalla COPS:
- RITO DELLA PREGHIERA IN FAMIGLIA
E' possibile consultare anche l'ICONA PELLEGRINA DIGITALE
Gruppo Cardano
NOTA: Vista l'importanza di questa tappa abbiamo pensato di dividerla in due incontri. Il primo (questo) prenderà in considerazione i tempi 1-3. Il secondo gli altri tempi
TEMPO 1
Questo tempo si presta particolarmente ad essere fatto in presenza, per fare risaltare il senso di condivisione della cena di una Pasqua ebraica, magari coinvolgendo i genitori e riproponendo quelli che sono cibi e rituali di questa festa: facendo degli stand con i vari cibi, o allestendo con i bambini e genitori del proprio gruppo una cena, o ancora riviverne una anche solo con i bambini del proprio gruppo...
Detto ciò, quest'anno non sarà possibile fare nulla di tutto questo a causa delle restrizioni sanitarie (valutare di programmarla per il prossimo anno)
Inoltre, partenza indispensabile per poter iniziare ad affrontare questa tappa è avere ben chiaro che cosa sanno i bambini delle vicende dell'esodo e di Mosè, altrimenti è preferibile fare un passo indietro per scoprirle con loro in modo che comprendano oltre il come, soprattutto il perché Gesù stava festeggiando a Gerusalemme con i discepoli questa festa e altri passaggi nei tempi successivi.
Le possibili attività suppletive potrebbero essere invece: coinvolgere i genitori e pensare di fare degli stand on-line in cui ogni genitore prepara un cibo e lo presenta, con il suo significato (il catechista invierà scheda di presentazione del cibo e significato), oppure vedere video di presentazione della cena ebraica. Poi fare il gioco a pag 44-45
TEMPO 2
La Pasqua di Gesù è comprensibile se viene ricollocata sullo sfondo della Pasqua ebraica, cioè la grande festa che per i figli di Israele segna l'inizio dell'anno e in cui si fa memoria del "passaggio": uscita dalla schiavitù d'Egitto e nascita del popolo dell'Alleanza.
Le parole e i gesti del rito della Pasqua ebraica anticipano il senso di ciò che accadrà e non solo di ciò che è accaduto.
E’ questo il significato preciso di "MEMORIALE" cioè di una memoria che non è solo ricordo, ma attualizzazione e anticipazione. La Pasqua non sta solo alle spalle d'Israele, ma anche di fronte.
Essa è un evento del passato, ma resta attuale fino ad oggi e dischiude un futuro che fa sperare nuove uscite e liberazioni fino a quella definitiva.
All'interno della Pasqua ebraica Gesù ha istituito l'Eucarestia, comandando a noi di ripetere quanto lui ha compiuto, dando fondamento alla celebrazione della Messa.
(video Le nostre origini nella Pasqua ebraica)
Vogliamo aiutare i ragazzi a comprendere il dono della vita che Gesù fa di sé.
I tempi di questa tappa sono caratterizzati dalla presenza di drammatizzazioni. Possiamo iniziare questo incontro con la lettura o l'ascolto del brano presente nel materiale online.
Pietro e Giovanni sono i protagonisti di questo testo. Si radunavano ogni settimana per celebrare la cena del signore. In questo episodio ricordano la tristezza ma anche la serenità del signore in quella notte. Loro, pur di difendere ciò che ha fatto Gesù, si sono fatti prendere a botte. Ad un certo punto ricordano ciò che Gesù disse quella sera. "Flashback". Il centro di questo racconto appunto è il flashback di Gesù sulla metafora della madre. Per riprendere questo discorso di Gesù possiamo invitare nel gruppo una mamma incinta oppure che ha appena partorito. Attraverso la sua testimonianza possiamo far riflettere i ragazzi sul duplice significato del donare la vita: mettere al mondo un figlio e dare se stessi ad un'altra persona.
Quando una mamma dà alla luce il suo bambino soffre molto ma dopo il dolore viene la gioia. Anche Gesù soffrirà molto ma alla fine del Suo dolore noi saremo uomini nuovi.
Possiamo preparare delle domande oppure vedere se i bambini hanno delle domande da fare.
Infine possiamo fare guardare ai bambini l'immagine del pellicano e raccontare loro la storia.
Secondo un'antica leggenda del medioevo, nei tempi in cui vi era poco cibo, Il pellicano alimentava i figlioletti con il sangue del suo stesso petto. Infatti il pellicano tratteneva il cibo pescato in una sacca che ha sul petto è giunto al nido nutriva i piccoli curvando il becco verso la sacca per estrarre i pesciolini. Gli antichi erroneamente pensavano che l'animale si lacerasse il petto per farne uscire il sangue con cui nutrire i piccoli. Questa interpretazione ha motivato la relazione tra il pellicano e Gesù che nell'eucaristia offre il suo corpo e il suo sangue per alimentare i fedeli.
TEMPO 3: UNA CENA NELLA NOTTE IN CUI FU TRADITO
Chiediamo ai ragazzi di guardare l’immagine che si trova nel testo (pag. 48-49).
“Che cosa vedi?"
"Scegli un apostolo e quale emozione prove nell’immedesimarti in lui?"
Leggiamo il brano di Matteo (26,20-29)
A partire dall'Ultima cena di Leonardo da Vinci, riviviamo la notte del tradimento di Gesù per scoprire il segreto di quella cena molto speciale in cui il Maestro dona la vita video sul dipinto di Leonardo
oppure un secondo video sempre sul dipinto leonardesco
A partire dall'Ultima cena di Leonardo da Vinci, riviviamo la notte del tradimento di Gesù per scoprire il segreto di quella cena molto speciale in cui il Maestro dona la vita
La frase che sgomenta gli apostoli è "Uno di voi mi tradirà".
Cerchiamo di lavorare su queste emozioni (rabbia, dolore, sorpresa, delusione) che gli apostoli esprimono.
Se siamo in presenza possiamo fare il “tablet vivent”, cioè, ogni ragazzo sceglie un apostolo e cerca di imitare quanto appare nel quadro: le espressioni e le posizioni di braccia e corpo e alla fine fotografarli seduti davanti al tavolo.
Se si è a distanza i bambini faranno lo stesso a casa e un genitore, un fratello/sorella, li fotograferà, inviando poi le foto al catechista che con grande sapienza digitale saprà formarne un capolavoro!!!!! Nell’incontro successivo presenterà il quadro.
Alcune indicazioni: far notare le mani di Giuda, nella destra stringe il sacchetto dei 30 denari mentre con la sinistra tende la mano per prendere il pezzo di pane dallo stesso piatto di Gesù.
Il discepolo alla destra di Gesù è Giovanni, quello a sinistra è Pietro (potrebbero riconoscerlo anche i bambini). L'obiettivo è quello proprio di immedesimarsi nei personaggi per comprendere l'importanza del momento in cui si trovano sia i discepoli, e anche Gesù.
Questo serve per presentare la pag. 50 dove, attraverso le parole della preghiera eucaristica indichiamo il fare MEMORIA
Infatti il bambino a fondo pagina chiede il perché si compie questo gesto e la risposta è proprio nella preghiera Eucaristica: “fate questo in memoria di me”.
E’ proprio come rivivere quel momento insieme a Gesù e agli apostoli.
Io sono uno degli apostoli e il sacerdote compie gli stessi gesti fatti da Gesù.
Proponiamo di cercare i versetti di Vangelo indicati nei riquadri e confrontarli poi con le parole della preghiera Eucaristica: Matteo scrive la stessa cosa ma in maniera diversa.
Questa parte centrale della Messa fa parte della visione globale del percorso dei catechismi CON TE per presentare la santa Messa. Se facciamo mente locale vediamo come la prima tappa del percorso è il segno di croce, poi abbiamo visto il momento penitenziale…
Quindi lungo il cammino troviamo anelli di congiunzione con la liturgia della celebrazione Eucaristica ed è in questi momenti che dobbiamo far comprendere le diverse parti cella celebrazione stessa
La Pasqua di Gesù è comprensibile se viene ricollocata sullo sfondo della Pasqua ebraica, cioè la grande festa che per i figli di Israele segna l'inizio dell'anno e in cui si fa memoria del "passaggio": uscita dalla schiavitù d'Egitto e nascita del popolo dell'Alleanza.
Le parole e i gesti del rito della Pasqua ebraica anticipano il senso di ciò che accadrà e non solo di ciò che è accaduto.
E’ questo il significato preciso di "MEMORIALE" cioè di una memoria che non è solo ricordo, ma attualizzazione e anticipazione. La Pasqua non sta solo alle spalle d'Israele, ma anche di fronte.
Essa è un evento del passato, ma resta attuale fino ad oggi e dischiude un futuro che fa sperare nuove uscite e liberazioni fino a quella definitiva.
All'interno della Pasqua ebraica Gesù ha istituito l'Eucarestia, comandando a noi di ripetere quanto lui ha compiuto, dando fondamento alla celebrazione della Messa.
Gruppo Job
TAPPA 4 – Gesù si offre per tutti
Il cammino di introduzione dei ragazzi alla celebrazione della Messa continua, in particolare a partire dall’esperienza della Cena pasquale e dal modo singolare ed originale con cui Gesù l’ha vissuta con i suoi discepoli. Durante questa cena, Egli ha istituito l’Eucarestia, lasciando a noi il comando di ripetere quanto lui ha compiuto e dando fondamento alla celebrazione della Messa. I ragazzi saranno quindi accompagnati, durante questa tappa, a cogliere il significato dei diversi atteggiamenti di Gesù che caratterizzano l’Ultima Cena, cena diversa da tutte le altre cene: una cena vissuta per donare la vita, per consegnarsi nel contesto del tradimento, una cena vissuta per diventare una cosa sola con noi, una cena per mostrare che amare vuol dire servire, una cena che è dono per sempre, perché esprime la fedeltà di Dio.
I ragazzi sono introdotti al significato di “memoriale”, che non è solo ricordo, ma attualizzazione e partecipazione. La Messa è appunto “memoriale” della cena e del sacrificio di Gesù.
N. B.: Per quanto riguarda la proposta a quattro dimensioni, si rimanda a quanto scritto sulla guida CON TE! AMICI – dalla pagina 74 alla pagina 82.
TAPPA 4 – TEMPO 1 : UNA CENA DIVERSA DA TUTTE LE ALTRE CENE
I ragazzi sono introdotti nella celebrazione della Pasqua ebraica, come l’ha vissuta Gesù, attraverso il racconto biblico e la scoperta del significato dei sette cibi che la compongono.
Manteniamo il filo come raccordo della Tappa 3, parlando ancora della celebrazione della Messa. Questa volta introdurremo l’esperienza della cena pasquale di Gesù, l’ultima cena in cui Egli dona se stesso ed istituisce l’Eucaristia, partendo dal concetto di “memoriale”. Tale concetto, inteso inizialmente come “ricordo perenne” che Dio comanda al suo popolo dopo la liberazione dall’ Egitto, viene sviluppato in un primo momento con i ragazzi attraverso il vissuto della loro esperienza famigliare.
Nel gruppo, si chiede ai bambini di raccontare episodi di riunioni famigliari a cui partecipano nonni, zii e altri parenti e si focalizza l’attenzione sui momenti dei “ricordi” di avvenimenti del passato. Facciamo notare che questi ricordi, che spesso si ripetono ad ogni nuovo incontro, costituiscono la memoria della famiglia.
Passiamo poi all’ illustrazione a pag. 42-43 del sussidio, dove osserviamo una famiglia ebrea mentre cena, consumando cibi particolari. Si tratta della cena pasquale che è memoria della liberazione dalla schiavitù. Riprendendo il racconto biblico in Es. 12,
1-14 notiamo il vocabolo “memoriale”. Ma qual è la differenza tra “memoria” e “memoriale”? Facciamo capire ai ragazzi che Memoria è semplicemente il ricordo di un fatto passato, come i ricordi del patrimonio storico della nostra famiglia; il memoriale, invece, è la ripresentazione dell’evento di cui si fa memoria. E’ rendere presente quell’evento, è attualizzarlo in modo che lo si rende contemporaneo a noi e noi vi partecipiamo direttamente. In parole semplici lo riviviamo.
E’ ciò che avviene durante la cena ebraica: ogni ebreo viene invitato a considerarsi come se fosse stato tratto personalmente dall’ Egitto e dunque compie un rituale ricco di lodi e preghiere di ringraziamento. L’ ebreo partecipa alla grazia di quell’evento e cerca di conformare ad esso la propria vita.
Vedremo che la stessa cosa avviene nel “memoriale” della Messa: occorre vivere eucaristicamente con i medesimi sentimenti del Cristo crocifisso.
A questo punto dell’attività analizziamo i cibi e la loro simbologia nella cena ebraica.
Possiamo realizzare un cartellone incollando le illustrazioni dei cibi e scrivendo sia in ebraico che in italiano il loro nome e il relativo significato.
In tempi normali si può realizzare con i ragazzi una vera cena ebraica, rappresentata dai sette cibi della tradizione e dai quattro calici di vino (succo d’uva o arancia) che rappresentano ognuno una parte di storia del popolo ebreo, drammatizzandola con la recita delle lodi seguendo il rituale che troviamo in Internet. Volendo, si può far indossare ai ragazzi i costumi tipici o semplicemente i Kippà di carta scaricabili sempre da Internet, per i maschietti.
In alternativa, la Diocesi propone la realizzazione di stand con i vari assaggi, magari coinvolgendo anche i genitori.
In tempo di Covid-19, non potendo ovviamente realizzare attività pratiche, si può presentare ai ragazzi un video che documenta come si svolge la cena ebraica, scaricabile dal materiale online.