Premessa: le immagini sotto riportate, arricchite da quelle del nostro libro, vengono inviate ai genitori alla fine di ogni incontro, per cercare di coinvolgere maggiormente le famiglie nel cammino dei loro figli.
Tenendo presente il metodo integrato (vissuto dei ragazzi, la Chiesa, la Parola, come il bambino vive nella Comunità), cerchiamo di aiutare i bambini a capire, ad entrare il “quel personaggio” che ha vissuto in prima persona con Gesù.
In questo anno Pietro accompagna i bambini alla sequela di Gesù: ogni esperienza vissuta dal discepolo viene drammatizzata e raccontata in prima persona. Certo: non occorre solo prepararsi ascoltando i video racconti presenti nel materiale pastorale o indossare un vestito verde che ricorda il personaggio raffigurato sul libro …. Occorre soprattutto far entrare nel nostro cuore le lectio presenti in ogni tappa e carpire le parole chiave da lasciare ai bambini che ascoltano con gli occhi sgranati e la bocca aperta.
Prima Pietro si presenta, parla di se, da dove viene …. E poi racconta il suo incontro personale con Gesù e la fiducia che ha posto in Lui: “Maestro, sulla Tua parola io mi fido!” Una fiducia reciproca: Gesù ha scelto delle persone che si fidassero ciecamente di lui, per farle diventare PESCATORI DI UOMINI
Vi è piaciuta la mia storia? E tu? Cosa avresti fatto al mio posto (al posto di Pietro)? L’avresti seguito? Avresti ributtato le reti, come Gesù ti chiedeva di fare? Vogliamo fidarci di Gesù e salire con lui sulla barca, …. Per diventare un pescatore di uomini e seguirlo? SIIII
Chi ci piacerebbe portare con noi sulla barca? (Sulla rete sono stati attaccati altri pesci con i nomi scritti dai bambini): così diventiamo anche noi PESCATORI DI UOMINI
La rete è rimasta appesa in classe e ha tenuto il filo rosso per i racconti successivi.
Negli incontri in cui non è Pietro a raccontare, la drammatizzazione è stata affidata alle ragazze animatrici del nostro oratorio. Ad esempio, nel caso di Zaccheo, Giada è entrata nella parte: ha raccontato di se (Zaccheo), del fatto che non fosse una brava persona, che fosse un pubblicano, … dove si trovava quando Gesù l’ha visto (a Gerico fatto vedere sulla cartina, per capire che non parliamo di una storia inventata: sul sicomoro)?
Il racconto si è poi sospeso facendo immaginare ai bambini che cosa fosse accaduto, aiutati dall’immagine a pag. 10: perché secondo voi bambini Gesù si è fermato proprio in quel luogo? Cosa stava facendo Zaccheo sulla pianta del sicomoro? Gesù doveva rimproverare Zaccheo x le sue malefatte? Guardate il viso di Gesù e quella di Zaccheo: secondo voi cosa provano? Perché Gesù ha il braccio teso? Con questa ultima domanda abbiamo portato i bambini al tema della CHIAMATA: Gesù ha chiamato Zaccheo così come era e CHIAMA ANCHE ME, COSì COME SONO. QUANDO MI CHIAMA? Mi chiama a partecipare agli incontri di catechismo, alla Messa, a fare il chierichetto ….: come Zaccheo, anche noi possiamo sentirci stupiti di questa chiamata, ma soprattutto ci sentiamo AMATI
Come ripresa di questo tappa, nell’incontro successivo, abbiamo fatto memoria della storia di Zaccheo:
prima leggendo il Vangelo poi rispondendo alle domande nelle nuvolette a pag. 11 e 12. A queste è stata aggiunta: “secondo voi Gesù, che è andato a casa di un ladro, ha fatto la cosa giusta?” ….
Gesù ha guardato Zaccheo come guarda te: quando combini qualcosa di sbagliato, ti piacerebbe avere vicino una persona come Gesù che non ti rimprovera, ma ti accoglie così come sei?
Il segreto è saper accogliere Gesù nel nostro cuore: la salvezza arriva con gli atteggiamenti che possiamo usare, come la preghiera, la richiesta, la fiducia.
Come laboratorio, abbiamo consegnato alcuni cuori già ritagliati (non volevamo sprecare il tempo nel ritagliare, ma utilizzarne di più nella riflessione su cosa scrivere sul cuore): in un lato hanno scritto il loro nome, nell’altro lato a scelta, un grazie a Gesù. Questo cuore è stato messo nel Vangelo come segnalibro, ma ogni volta che viene utilizzato abbiamo suggerito di ricordarsi l’importanza dell’aprire il ns cuore a Gesù.
KATIA PIVA (C.O.P.S.)
La prima tappa vede tre personaggi molto diversi che incontrano Gesù. Ma tutti e tre hanno un qualcosa di grande in comune: la FEDE.
Vedremo come la FEDE li spinga ad incontrare questo personaggio misterioso e grande, premuroso e gentile, che non ha paura di sporcarsi le mani, di entrare in una casa definita dalla folla, una casa di un peccatore.
Per il primo personaggio PIETRO, che i ragazzi hanno già conosciuto lo scorso anno rimandiamo al post che è possibile trovare a questo link
Il secondo personaggio è il cieco di Gerico
Introduciamo il tempo tenendo davanti quello che dovrebbe essere uno strumento costante negli incontri, cioè la cartina della Palestina, in modo da avere sempre presente la geografia dei luoghi in cui si svolgono le azioni, i discorsi, i miracoli di Gesù. Anzi, cerchiamo di accompagnare i bambini, quest'anno veri discepoli, in un immaginario viaggio al seguito di Gesù. Personalmente ho fatto un cartellone (v. allegato) su cui ho disegnato un aereo che parta, alla vigilia di ogni incontro di catechismo, dall'aeroporto di Malpensa con destinazione Palestina.
In questo tempo l'incontro con il cieco, che avviene come con Pietro e poi con Zaccheo su iniziativa di Gesù, si svolge nelle vicinanze di Gerico, sulla strada, mentre Gesù è in viaggio verso Gerusalemme. Il fatto che l'incontro avvenga in strada, cioè in un NON LUOGO conferma l'itineranza di Gesù. Egli va incontro alla gente, senza preferenza di persone o luoghi.
Il sussidio propone un dipinto di Duccio di Boninsegna (in verità il dipinto si ispira al Vangelo di Giovanni) accompagnato dalla lettura del Vangelo di Luca (18, 35-43) che aiuti i bambini a fare alcune osservazioni.
Di più: ampliamo e superiamo l'osservazione. Facciamo in modo (v. allegato) che i bimbi, in versione discepoli, entrino nel dipinto, nella scena, percorrano anch'essi la strada, per vivere in presenza l'incontro, immedesimandosi nella folla o nel cieco e captarne le caratteristiche e gli umori.
- LA FOLLA: da ostacolo iniziale (come narra l'evangelista Luca "...camminavano avanti, ... lo rimproveravano", chiamano semplicemente Gesù, il Nazareno), all'ordine di Gesù di condurre da Lui il cieco, si riscatta e diventa strumento di mediazione. Anch'essa apre gli occhi e vede in modo diverso il cieco, non più emarginato al punto di essere invisibile. Si ricompone sulla scia di Gesù, sta dietro, come un discepolo, vero popolo di Dio.
IL CIECO: viene a sapere che c'è Gesù, grida, lo chiama "Figlio di Davide". Pur nella sua cecità, vede e spera nella sua azione salvifica, che lo porti ad una guarigione non solo fisica, ma anche spirituale, in un VEDERE DI NUOVO, più alto e profondo.
Questo incontro sollecita i bambini a riconoscere e ad affrontare situazioni di malattia, di disagio, etc. (a quei tempi fortemente discriminanti) che portano all'emarginazione e all'invisibilità). Chiediamo loro se, nel loro vissuto, abbiano qualche esperienza diretta.
Facciamo quindi fare qualche gioco d'immaginazione, per far loro sperimentare una " nuova vista" e situazioni di emarginazione del prossimo che ci circonda e di cui spesso non ci si rende conto.
- GIOCO 1: tenere chiusi intensamente gli occhi per un tot di tempo; quando si riapriranno la percezione dell'ambiente e delle persone sarà diversa: più completa e profonda.
- GIOCO 2: pensare di essere invisibili.... dopo un prima momento di euforia, perché la situazione di invisibilità apre prospettive impensabili, ci si accorge che l'invisibilità blocca la socialità: non si è cercati, nè coinvolti, nè considerati, etc. Subentra quindi la delusione e un senso di abbandono.
Prendendo spunto dal materiale on line possiamo chiudere l'incontro con una micro-celebrazione svelando un'icona e accompagnare lo svelamento con intenzioni di ringraziamento, proposte dai bambini, per il dono della vista, etc.
Il terzo personaggio è Zaccheo. E' una figura molto nota ma i ragazzi non ne hanno mai sentito parlare. Possiamo partire dalla drammatizzazione che troviamo nel materiale web. Fare una ricerca per vedere se esiste un video, no cartone animato, che parli di questo personaggio. Oppure possiamo partire dall'immagine del sussidio.
Ma prima bisogna sempre introdurre l'avvenimento, oppure nell'eseguire la lettura del brano evangelico presente rispondere alle domande che sono presenti nelle nuvolette.
E' bene accompagnare piano piano i ragazzi alla scoperta di questo personaggio ma bisogna stare attenti a non far dire ciò che non c'è scritto.
Sarebbe opportumno sottolinea la decisione di Zaccheo di ridare quanto ha rubato. La domanda da porre è: "ma cosa sarà successo?", "che cosa avrà detto Gesù?". Non lo sappiamo ed è inutile fare o dare indicazioni. E' importante far emergere dai ragazzi che l'incontro con Gesù ti fa cambiare stile di vita (come per Pietro e il cieco di Gerico).
Chiedere ai ragazzi se hanno già incontrato Gesù, dove e come. La risposta che ci si aspetta è la preghiera, a Messa, nell'incontro con gli altri...
A questo punto possiamo andare oltre e soffermarci sulla frase "devo fermarmi a casa tua" e chiedere se Gesù si è mai fermato a casa di ogni ragazzo. Anche qui la risposta è idfentica a quella di prima.
Per rendere visibile questo incontro con Gesù possiamo far preparare su un cartoncino un cuore come quello indicato a pag. 13 del sussidio. Lo divideremo in due parti dove in una faremo scrivere il nome del ragazzo/a e nell'altra parte i nomi che compongono la famiglia.
Aggiungeremo una striscia con la scritta: "Oggi Gesù si è fermato in questa casa" e chiederemo di affiggirlo alla porta di casa in modo che, al rientro da scuola, dal gioco o da altro capiscano che c'è un Amico che li aspetta.
MOIRA, ELENA, ELVIRA
Ecco quanto emerso dall'incontro di venerdì 8 ottobre..
Ma prima ci preme sottolineare alcuni aspetti:
(cliccare sul testo sottolineato e colorato per essere inviati all'argomento indicato)
- Il calendario annuale del cammino di fede nell'I.C.
Tempo 1 - Pietro incontra Gesù
In questa tappa i bambini scoprono che Gesù si rivolge direttamente alle persone, e le invita a seguirlo, segna il passaggio dall’essere figli di Dio (dell’anno precedente) a discepoli di Gesù (quest’anno).
Pietro è un pescatore burbero, arrogante per niente affabile. Conosce già Gesù (giornata di Cafarnao) e mentre mette a posto le reti usate durante la notte per la pesca senza alcun pesce pescato (ciò significa niente cibo, niente soldi per pagare le tasse, etc.) lo vede arrivare verso di lui circondato dalla folla.
Gesù chiede a Pietro di salire sulla sua barca e di allontanarsi dalla riva in modo che possa insegnare senza essere schiacciato. Pietro è incredulo, e allo stesso tempo orgoglioso e fiero che tra tante barche Gesù abbia scelto proprio la sua e così ha la possibilità di ascoltare i suoi insegnamenti.
Quando Gesù finisce di parlare, si rivolge direttamente a Pietro dicendogli di prendere il largo e gettare le reti. Lo stupore di Pietro, pescatore esperto, sa che non si pesca di giorno e poi era appena rientrato da una notte di lavoro senza successo.
Gesù chiede questo per tre motivi:
1. Gesù ha visto che non aveva pescato nulla
2. Vuole dare un segno a Pietro
3. Questo segno permetterà a Pietro di conoscere il disegno su di lui
Pietro risponde: “Maestro abbiamo pescato tutta la notte ma non abbiamo preso nulla, ma sulla tua parola getterò le reti”.
Questa è una prova di FEDE del burbero pescatore che si FIDA di Gesù totalmente e lo chiama Maestro perché ha appena finito di ascoltare i suoi insegnamenti e, le parole di Gesù sono entrate dentro Pietro con fede.
La pesca ha dato un esito grandioso tanto che Pietro è impaurito dalla quantità di pesce pescato, ammira Gesù e capisce che in lui c’è una forza misteriosa che viene da Dio.
Pietro dice a Gesù: “Signore, allontanati da me perché sono un peccatore”.
Pietro ora si rivolge a Gesù chiamandolo “Signore” perché capisce di non essere degno di lui.
Gesù risponde: “NON TEMERE D’ORA IN POI SARAI PESCATORE DI UOMINI”.
Questa è la frase centrale. Cosa significa? Cosa s’intende? Gesù dice a Pietro di non aver paura di fronte al prodigio appena avvenuto e di non sentirsi indegno, perché la sua debolezza e il suo peccato non sono un problema per lui, la fiducia in Gesù e nella sua parola ha fatto questo segno; ora sarai pescatore di uomini, che non sono presi nella rete come i pesci che muoiono, ma saranno uniti insieme e faranno l’esperienza della vita piena.
Pietro non lo sa ancora, ma lui fonderà la prima Comunità Cristiana, riuniti nella chiesa come in una rete (simbolo dei primi cristiani che usavano per raffigurare la chiesa) che ha la funzione di riunire i credenti e portarli alla salvezza.
Per spiegare ai bambini abbiamo a disposizione:
· Il brano di vangelo Luca 5,1-11
· La narrazione audio “Pietro incontra Gesù”
· O la drammatizzazione
Il laboratorio:
· Pesci nella rete
Il loro vissuto (dobbiamo sollecitare i bambini ad esprimere il proprio pensiero aiutandoli con le domande):
· Cosa ha suscitato in me il brano del vangelo?
· Cosa avrei risposto io se fossi stato al posto di Pietro?
· Se Gesù dovesse chiamarmi cosa risponderei?
· Etc.
In questa tappa la parola chiave è FEDE tre persone diverse (Pietro, il cieco di Gerico e Zaccheo) chiamate diversamente e tre perdoni diversi, Gesù non ha dei canoni prestabiliti per scegliere chi lo segue, ci lascia la facoltà di scegliere tra bene e male.
(MOIRA)
Tempo 2
il cieco di Gerico incontra Gesù
Anche in questo secondo tempo l'incontro avviene per iniziativa di Gesù.
Come ha scelto Pietro e come sceglierá Zaccheo, così Gesù, arrivato a Gerico, sceglierà il cieco e a sua volta costui sceglierà di avere fiducia in lui.
Ci siamo domandate su cosa puntare e da dove partire per dar vita all'incontro.
Tenendo davanti agli occhi il nostro gruppo di ragazzi, le nostre attitudini, gli strumenti che abbiamo a disposizione, abbiamo focalizzato l'attenzione sul dipinto di Duccio di Buoninsegna, proposto dal sussidio, proponendo alcune piste:
1- Sguardo ai personaggi del dipinto (Gesù, Cieco, folla) e alla loro funzione, accompagnate dalle osservazioni dei nostri ragazzi che possono sostituire quelle già scritte nelle vignette.
2- Osservazione del dipinto accompagnata dalla lettura del Vangelo (il dipinto si ispira al vangelo di Giovanni, mentre l'evangelista di questo anno è Luca, per cui puntiamo sugli aspetti in comune).
3- Possiamo, ispirandoci al dipinto, narrare i fatti, evidenziando i sentimenti dei personaggi.
Abbiamo ragionato sul "vedere di nuovo", su ciò che può significare, oltre al recupero della vista.
Abbiamo pensato di stimolare i ragazzi a riflettere sull'emarginazione dei più deboli, dei malati, allora come ai nostri giorni, chiedendo anche se abbiano conoscenza di situazioni simili.
Per far capire meglio il dramma della malattia e dell'emarginazione o addirittura dell' invisibilità che essa talora comporta, si è pensato a due giochi-finzione: chiudere gli occhi e farli riflettere, una volta aperti, se ciò che vedono sia proprio uguale a prima; farli immaginare di essere invisibili per portarli a valutare le conseguenze positive e negative.
Suggerimenti di preghiera:
1- intenzioni preparate dai ragazzi
2- seguire il suggerimento del materiale on line proponendo una “micro-celebrazione” togliendo il velo ad una statuetta o icona.
(ELENA)
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Tempo3
il cieco di Gerico incontra Gesù
Incontriamo un altro personaggio, con caratteristiche diverse dai precedenti, ma anche a lui Gesù viene incontro e chiede di seguirlo: Zaccheo.
In questo tempo sul libro viene presentato il brano del vangelo che racconta l’incontro tra Gesù e Zaccheo ed è accompagnato da una serie di domande, poste ai margini del libro, che stimolano i bambini a porsi delle domande e ad immedesimarsi nel testo. Queste domande ovviamente non dovranno essere tutte prese in considerazione, altrimenti potrebbero risultare troppe, ma bisognerà valutare precedentemente quelle che ci potranno essere utili.
Personalmente sconsiglio di leggere interamente con i bambini il brano e di soffermarsi di volta in volta sulle domande, perché risulterebbe dispersivo e si rischia seriamente di perdere l’attenzione dei bambini. Al contrario per farli immedesimare sarebbe meglio scegliere come strumento la narrazione che parte dal contestualizzare il momento (Gesù in realtà è solo di passaggio in quella città poiché si sta recando a Gerusalemme ed il passaggio di lì è obbligatorio) e descrivere la scena in cui per “passa parola” (non c’erano TV e giornali) la gente ha saputo che sta per arrivare questa persona di cui tutti parlano e si accalcano ai bordi della strada per riuscire a vederlo (la stessa reazione che avrebbero i bambini se oggi gli dicessero che sta per arrivare in città la nazionale italiana di calcio, la loro squadra o il loro cantante preferito…). E tra loro c’era anche Zaccheo, che era conosciuto da tutti per il suo lavoro e proprio per quello non molto amato da nessuno: era un pubblicano!
Ma che cos’è un pubblicano? Era una persona che per conto dei romani riscuoteva le tasse, ma purtroppo, quasi sempre, non erano delle persone oneste. Infatti, se i romani gli dicevano di riscuotere un soldo da ogni persona, loro ad esempio ne richiedevano 2: 1 lo davano ai romani, mentre l’altro lo mettevano nelle loro tasche. Per fare capire cosa succedeva potreste consegnare all’inizio dell’incontro ad ogni bambino 2 caramelle e poi, quando sarete in quel momento della narrazione, passare a riscuotere da loro 2 caramelle a testa mettendone metà del sacchetto dei romani e metà nel proprio sacchetto personale in cui ci saranno già altre caramelle (spiegherò dopo il perché).
Zaccheo avrebbe voluto vedere Gesù, ma era piccolo di statura e non ci riusciva. Allora pensò di arrampicarsi su un sicomoro (ma queste cose le fanno i bambini, non i grandi o le persone importanti!). Ma ad un certo punto Gesù lo vede e lo chiama per nome (chissà come faceva a saperlo?) e adesso tutti lo hanno visto. Tutti pensavano che in lui non c’era nulla di buono, che non era degno delle attenzioni di Gesù. Ma Gesù voleva stare con lui a casa sua, non lo giudicava e lo trattava con rispetto e amore. Zaccheo gli aprí la porta di casa sua e anche quella del suo cuore. Chissà di cosa avranno parlato! Secondo voi?
Comunque dopo essere stato con lui Zaccheo ha deciso, non solo di dare la metà dei suoi averi ai poveri, ma anche di rendere quattro volte tanto quello che aveva rubato. Per fare capire questo passaggio potreste riprendere il sacchetto usato in precedenza, in cui Zaccheo aveva messo le caramelle rubate, e mostrare concretamente loro la parte che viene data ai poveri e in seguito calcolare e rendere loro quanto gli era stato rubato.
Le attività da fare in relazione a questa attività sono:
1 - vedere materiale on line. Consiste nella costruzione di un segnalibro a forma di porta per il vangelo che dovreste avere consegnato l’anno precedente.
2 -Far disegnare ai bambini una casa su un foglio bianco (la loro casa) , ma senza la porta. La porta verrà disegnata su un altro foglio, ritagliata e poi incollata solo su un lato lungo, in modo che si apra come se girasse sulle cerniere. All’esterno della porta metteranno il cognome della loro famiglia, mentre aprendo la porta (quindi all’interno della casa) scriveranno il loro nome e quelli di tutta la sua famiglia (quest’ultima parte potrebbe essere fatta a casa con i genitori, per coinvolgerli). Se inviti un amico o qualcuno a casa tua, lui non entra da solo in casa tua ma aspetta che sia tu ad aprirgli la porta della tua casa per invitarlo ad entrare. Così ha fatto Gesù quando a atteso che Zaccheo lo invitasse ad entrare. Ed è per questo che se tu vuoi che Gesù entri nella tua casa è nel tu cuore sei tu che lo devi invitare ad entrare ed aprirgli le porte.
(RENATA)
L’incontro ha inizio con un momento di preghiera, durante il quale si invitano i bambini a leggere le preghiere che ciascuno di loro ha scritto sul sussidio a pag. 6. In questa occasione, si proporrà di creare in casa l’”Angolo della preghiera”, simile alla proposta di costruire l’”Angolo della croce” in quaresima ( vd. materiale online della Diocesi – Tappa 7 – 1^ anno)
Il filo rosso : La scorsa volta abbiamo ascoltato la storia di un incontro davvero speciale, quello fra Pietro e Gesù!!! Gesù, che conosceva molto bene Pietro, lo chiama e lo invita ad unirsi a Lui, lo invita a diventare Suo discepolo, ad avere a che fare con la Sua vita, a diventare protagonista nella storia della salvezza!!! E Pietro sceglie di seguirlo: da quel momento, la sua vita cambia profondamente!!!
Oggi avremo l’occasione di ascoltare la storia di un altro incontro, anche questo davvero straordinario, quello fra Zaccheo e Gesù!!! Allora, bambini, avete voglia di ascoltare cosa successe quel giorno a Gerico? Allora, tutt’orecchi e … via alla narrazione!!!
La vicenda di Zaccheo può essere narrata, utilizzando il testo allegato alla presente scheda (Allegato n.^1 e relativo power point - Allegato n.^2), oppure proiettando un video: ecco due link di narrazione adatta ai bambini
La conversione di Zaccheo - Bibbia per bambini
Accompagnare i bambini nella riflessione, invitandoli ad immedesimarsi nel personaggio di Zaccheo!!! Il sussidio, nelle pagine 11 e 12 riporta alcune domande guida. I bambini potranno scegliere quale, fra quelle proposte, porre alla catechista, che risponderà coinvolgendoli sempre!!!
Ma, che cosa ha a che fare la storia di questo incontro con noi? Accompagnare i bambini a comprendere che, come allora Gesù ha chiamato a seguirlo Pietro e Zaccheo e tanti altri, così fa anche oggi: Lui ci chiama, ci chiede di farlo entrare nella nostra casa, nella nostra vita!!! Anche a ciascuno di noi, oggi, Gesù dice “Oggi devo fermarmi a casa tua!” La casa in cui accogliere il Signore è formata dalla nostra persona e dalla nostra famiglia. Per far entrare Gesù occorre aprire la porta: la porta del nostro cuore e la porta della nostra casa. Per aprire la porta del cuore si consiglia di raccogliere le risonanze dei bambini o una loro preghiera alla p. 13 del sussidio. Gesù ha parlato e noi gli rispondiamo. Nel dialogo con lui lasciamo entrare il Signore nella nostra vita.
Attività manuale: il segnalibro
Per aiutare le famiglie a far spazio a Gesù, creando un’occasione concreta di incontro tra genitori e figli, possiamo proporre un’attività manuale che prepara questo momento domestico. Costruire un segnalibro, che i bambini saranno invitati ad utilizzare per il catechismo – come segnalibro per il libro dei Vangeli oppure per il catechismo!! Potremo proporre lo schema suggerito dalla Diocesi nel materiale online (Tappa 1 – Tempo 6) oppure proporre di realizzare un segnalibro a forma di cuore (ci sono tante proposte su internet!!!).
Dopo aver proposto di realizzare il segnalibro, si chiede ai bambini di immaginare come si è svolta la festa a casa di Zaccheo: la sua festa sarà stata piena di tante cose da mangiare, di allegria, di musica, di canti, …. !!! Vogliamo partecipare anche noi a quella festa? Allora, bambini, prepariamoci!!! Alziamoci tutti in piedi e … trasferiamoci a casa di Zaccheo!!! Si proietta quindi il video ZACCHEORAP e si invitano i bambini a “ballare insieme a Zaccheo e ai suoi i invitati!!!
Presentare il sussidio/catechismo del Secondo anno, partendo dall’immagine di copertina del Primo anno – Con Te Figli (DIA 2e DIA 3).
Invitare i bambini a descrivere che cosa vedono sia nella prima sia nella seconda immagine. “Bambini, lo scorso anno abbiamo cominciato a conoscere un Dio che per tutti noi è Padre – e quindi noi siamo figli per Lui - che per amore ci ha donato ogni cosa, persino Suo Figlio – Gesù!!!. Un Padre che ci ama così tanto da non risparmiare neppure Suo figlio per salvarci: perché Gesù, dopo averci mostrato l’amore del Padre, è morto in croce per donarci il Paradiso!!!” “Quest’anno, invece, siamo invitati a diventare DISCEPOLI, cioè persone che, attratti da Gesù, scelgono di seguirlo!!!” “Ed allora, bambini, vogliamo conoscerlo ancora meglio, così da poter SCEGLIERE DI DIVENTARE SUOI DISCEPOLI?” COMINCIAMO!!!
Quest’anno, nel nostro viaggio, saremo accompagnati da Pietro – presentare la pagina 3 del catechismo “CIAO, SONO L’APOSTOLO PIETRO” (DIA 4)
Ed ecco come Pietro è diventato DISCEPOLO di Gesù!!! Presentare l’INCONTRO DI PIETRO CON GESU’, facendo vedere il "VIDEO" predisposto dalla Diocesi (DIA 6) oppure narrandolo con l’aiuto delle immagini contenute nel power point (DIA 7-DIA 16).
Invitare i bambini a riflettere sull’incontro speciale vissuto da Pietro quel giorno, aiutandoli ad immedesimarsi in Pietro (DIA 17) – in un primo momento DELUSO per non aver pescato nulla, poi STUPITO per essere stato scelto da Gesù, poi PERPLESSO per la proposta di Gesù di gettare ancora le reti, ma FIDUCIOSO in quello straordinario Maestro, poi VERGOGNOSO perché indegno di essere stato scelto ed infine FELICE di poter seguire Gesù, diventando suo discepolo. Sottolineare che cosa vuol dire essere “PESCATORE DI UOMINI”, così come precisato a pagina 7 del catechismo.
Invitare i bambini a completare la pagina 6 del catechismo. Chiedere loro di scrivere a pagina 6, insieme ai loro genitori, una breve preghiera, preghiere che verranno lette all’inizio del secondo incontro (l’occasione è utile per ri/presentare l’”ANGOLO DELLA PREGHIERA”)
Invitare i bambini a realizzare – durante la settimana – un PESCE, segno del desiderio di seguire sempre di più Gesù, che chiama tutti a stare con Lui e a vivere il suo Vangelo!!! Il pesce potrà essere disegnato dai bambini oppure scelto fra quelli che invieremo loro (DIA 18 e DIA 19) – e colorato come preferiscono; sul retro, ogni bambino scriverà il proprio nome. Se lo desiderano, potranno realizzare anche i pesci dei genitori e dei fratelli/sorelle. Il/i pesce/i dovrà/anno essere conservato/i dai bambini nel catechismo, portati in oratorio quando riprenderanno gli incontri in presenza e messi in una rete da pescatore!!!