RITROVARE I RAGAZZI DOPO LE VACANZE
Le catechiste della Comunità Pastorale San Maurizio in Cassano Magnago della classe 4^elementare, percorso terzo anno: Con Te Amici, per il primo incontro di catechismo hanno organizzato un gioco dal titolo: "Rivestiti di Cristo".
Abbiamo deciso di far incontrare ai ragazzi alcune figure di santi e beati per mostrare loro la grazia di vita nuova e piena che può nascere dal sacramento del Battesimo (che lo scorso anno non siamo riusciti a trattare).
Abbiamo scelto i Beati:
Chiara Luce Badano, Piergiorgio Frassati e Carlo Acutis.
Tra i Santi: Giovanni Bosco, Domenico Savio e Gianna Beretta Molla.
Il gioco è stato fatto all’aperto ma si può svolgere anche al chiuso in caso di brutto tempo.
Abbiamo preparato sei postazioni mettendo in ognuna un cartello con l’immagine del Santo o Beato, il suo nome e la sua caratteristica.
Un catechista o aiuto, dopo aver indossato una veste bianca, ha raccontato in breve la vita del santo o beato e poi ha proposto ai ragazzi un gioco.
Ogni postazione offriva un gioco diverso
San Giovanni Bosco: una frase da ricomporre
Santa Gianna: 2 puzzle da ricostruire
San Domenico Savio: rispondere alle domande con "vero o falso".
Piergiorgio Frassati: un Rebus
Carlo Acutis: cruciverba
Chiara Luce Badano: un percorso in movimento.
Prima dello scadere dei 9 minuti, tempo massimo per ciascuna postazione, al suono di una tromba ogni gruppo di ragazzi ha ricevuto una piccola veste bianca in cartoncino con raffigurato il Santo o Beato.
Queste piccole vesti verranno poi attaccate su un cartellone all'incontro successivo quando, con il puzzle del Battesimo (testo Con Te Discepoli), ne vivremo la memoria.
Lo scopo è stato quello di iniziare il nuovo anno catechistico con un momento di gioco insieme che facesse incontrare ai ragazzi l'esempio di persone che nella vita hanno scelto di seguire Gesù e di rimanere fedeli al grande dono ricevuto nel sacramento del Battesimo.
Essere santi non è un privilegio per pochi, tutti noi nel Battesimo abbiamo la possibilità di diventare santi.
qui è possibile vedere e scaricare tutto il materiale necessario per la realizzazione
ILLUSTRAZIONI:
I tre disegni: Giovanni Bosco, Domenico Savio e Chiara Luce Badano sono di Anna Formaggio - Piccola casa Editrice
Carlo Acutis: dal sito one/ line Qumran pastorale
Gianna Beretta Molla: copertina libro venduto in Amazon
Frassati dalla scheda “immagini” di internet….
Per il cartellone: disegno di Anna Formaggio tratto dal libro: Pane e Vino, ed. MIMEP-DOCETE
Ed ecco il libro digitale per il 3° anno del percorso di Iniziazione Cristiana "Con Te! Amici"
"Con Te! Amici", il terzo anno di catechesi proposto dalla diocesi di Milano (vedi il sussidio e la guida Con Te! Amici, Centro ambrosiano, edizioni ITL), si snoda lungo cinque tappe, nelle quali il bambino viene preparato, a livello esperienziale, ai sacramenti della prima riconciliazione sacramentale e della prima comunione eucaristica.
Ecco qui il link del libro digitale del 3° anno (composto dai formatori diocesani ambrosiani Consuelo, Massimo e Mariarosa, con contributi iconici di Virna).
Qui invece le singole Tappe:
1. Prima Tappa. Rigenerati dal battesimo, ovvero Vita da figli (Il battesimo, collocato nell'orizzonte della vita cristiana).
RIGENERATI NEL BATTESIMO
CARISSIME E CARISSIMI TUTTI.
ECCOCI NUOVAMENTE A VOI PER INIZIARE UN NUOVO ANNO INSIEME, PER CONDIVIDERE E SCAMBIARCI ESPERIENZE, MATERIALI, DUBBI, GIOIE E SPERANZE, COSI' DA POTERCI ARRICCHIRE VICENDEVOLMENTE!!!
SPERANDO DI FARE COSA GRADITA, ABBIAMO PREPARATO UNA SLIDE ALL'INTERNO DELLA QUALE POTRETE TROVARE NON SOLO LE RELAZIONI RIGUARDANTI L' INCONTRO RELATIVO ALLA TAPPA 1 - CON TE! AMICI - MA ANCHE IL MATERIALE PREPARATO DA ALCUNI CATECHISTI E MESSO A DISPOSIZIONE DI TUTTI.
SIN DA ORA, CI IMPEGNIAMO A METTERE A DISPOSIZIONE UNA SLIDE PER OGNI INCONTRO CHE VIVREMO E, QUINDI, PER OGNI TAPPA DEL PERCORSO "CON TE! AMICI.
SAREMMO MOLTO FELICI SE, VIVENDO NEL VOSTRO GRUPPO DI CATECHESI E NELLE VOSTRE COMUNITA' ESPERIENZE, SIMILI O ALTRE, VOLESTE CONDIVIDERLE, INVIANDO TESTIMONIANZE E MATERIALE DI ANIMAZIONE.
RIMANIAMO A VOSTRA DISPOSIZIONE PER QUALSIASI COSA E, SE DESIDERATE CONTATTARCI, INVIATECI UNA VOSTRA EMAIL CON INDICAZIONE DEI VOSTRI CONTATTI.
BUON ANNO, BUON CAMMINO E ... SE NON SIETE ANCORA ISCRITTI AL CORSO DI FORMAZIONE, VI ASPETTIAMO!!!
SIMONA, GIUSI, ELVIRA (ANIMATRICI GRUPPI DI LAVORO)
E CONSUELO (RESPONSABILE 3^ ANNO CORSO DI FORMAZIONE)
https://view.genial.ly/615c1abadf5dd60dd8a33359/presentation-rigenerati-dal-battesimo-con-te-amici
Con qualche giorno di ritardo invio quanto abbiamo creato lunedì sera nel 1° incontro di formazione.
Spero che, al di là dei disguidi tecnici, che provvederemo a risolvere quanto prima, anzi subito, siate rimaste soddisfatte per l’andamento e mi scuso, ci scusiamo, per il protrarsi della serata oltre il tempo stabilito.
Siccome in copia ci sono altri catechisti che si sono aggiunti nei giorni successivi, faccio una piccola premessa.
Inizialmente ci siamo trovati tutti insieme per salutarci e don Samuele, responsabile della catechesi decanale di Gallarate, ha voluto darci il suo saluto e manifestare il suo ringraziamento per aver avviato un tale percorso, molto utile soprattutto nel periodo storico in cui stiamo vivendo, essendo chiamati a compiere il cammino di fede con i ragazzi e con le famiglie nella modalità online.
Tutti i partecipanti all’incontro sono stati divisi in tre gruppi di lavoro, formati tenendo conto del fatto che non tutte le comunità, parrocchiali o pastorali, si trovano al medesimo punto del cammino: infatti, alcuni hanno già iniziato il programma del terzo anno, altri stanno per iniziarlo e altri stanno “recuperando” - meglio dire, riprendendo - quanto purtroppo non svolto del cammino del secondo anno di catechesi.
Il lavoro del gruppo, a cui faccio riferimento che appartiene a quest’ultima fascia – è stato quello di gettare le basi per una programmazione della prima tappa.
Il cammino del secondo anno terminava con la figura di san Tommaso, figura nella quale i ragazzi si sono immedesimati perché anche noi, oggi, come lui, non vediamo Gesù “risorto”. Ma mentre l’apostolo, otto giorni dopo lo ha incontrato fisicamente nel cenacolo, noi non possiamo più vederlo fisicamente e siamo invitati a credere alle parole da Lui dette a Tommaso e che siamo invitati a fare nostre: “...beati quelli che non hanno visto e hanno creduto” (cfr. volume 2 – Con Te Discepoli, pag. 61).
Da qui, scaturisce una domanda: com’è possibile incontrare oggi il Risorto? La risposta la troviamo nei sacramenti che sono il “luogo” singolare nel quale Gesù incontra tutti noi. Ecco perché l’ultima tappa fa riferimento al nostro Battesimo, per far crescere in noi il desiderio di volerlo incontrare. A differenza di quanto vissuto durante il primo anno di catechesi – tappa 1 – in cui avevamo invitato i bambini a raccontare e a farsi raccontare dai genitori che cosa era avvenuto quel giorno, il perché del nome .... ora, i bambini, insieme ai loro genitori, sono invitati a “far memoria” del proprio battesimo, ricordando i segni - l’acqua, il cero pasquale, la veste bianca .... e offrendo loro il significato.
La prima tappa del terzo anno del cammino di fede, riallacciandosi all’esperienza della memoria del battesimo, con cui si è concluso il cammino del secondo anno, presenta il battesimo di Gesù. Lo vediamo in mezzo ai peccatori, in fila, in attesa di ricevere il battesimo predicato da Giovanni il Battista. Ma, perché Gesù – figlio di Dio e senza peccato – riceve il Battesimo? Perché si mette in fila con i peccatori? Gesù, mettendosi a fianco dei peccatori, vuole mostrarci di esserci sempre vicino, vuole mostrarci il suo amore, vuole mostrarci come è bello amare, vuole indicarci la via per un’esistenza nuova. Come vivere, allora, da figli di Dio? Che cosa ci invita a fare Gesù?
Gesù ci invita a
1 – vivere da figli di Dio seguendo il suo esempio
2 – allontanarci dal male e lottare contro di esso
E’ qui il contesto naturale per parlare ai ragazzi (non più bambini) del male. Loro sono coscienti del significato di questo termine, perché vivono ancora il proprio “egocentrismo” e “l’egoismo infantile”. Ed ecco allora il compito a noi affidato di accompagnarli in un cammino, compiendo il quale, possano non solo prendere coscienza che questi atteggiamenti li allontanano dall’Amore di Dio ma anche rendersi conto che siamo chiamati a camminare sulla strada che Gesù stesso ci ha indicato e che già tanti uomini e donne, prima di noi, hanno percorso.
Ma, allora, che cosa è il male? Chi, che cosa mi dice se un’azione è peccato? Gesù ci dice che è bene ogni atto d’amore che compiamo e ci invita ad amare!!! E’ pertanto male, cioè peccato, tutto ciò che non è espressione di amore!!!
Purtroppo, quando si commette un peccato, non si fa male solo a sè stessi, ma anche agli altri: a chi ci vuole bene e a chi fa parte del gruppo in cui il male è stato commesso!!! Proviamo a pensare ad un comportamento non corretto in casa, ad una risposta brutta, negativa, data ad una richiesta dei genitori. Non solo chi ha risposto male, nel momento in cui prende coscienza della propria azione, diventa triste, ma anche i genitori vivono una situazione di “malessere” in virtù della risposta del figlio e tutto in famiglia sembra un po’ fermarsi!!!
Nonostante i nostri atteggiamenti, le nostre azioni non siano sempre volte al bene, siamo sempre e comunque invitati a camminare sulla strada che la Chiesa sta percorrendo da più di 2000 anni seguendo l’esempio di chi ci ha preceduti, gli apostoli, i santi e via via una moltitudine di persone fino a giungere a noi. Ed ecco allora l’immagine di una strada lastricata come ai tempi dell’antica Roma. Su di essa troviamo tutte le azioni che ci aiutano a camminare accanto a Gesù e quelle che ci aiutano a fuggire il male. Certamente, accanto alle azioni indicateci dalla Chiesa, ciascuno di noi potrà indicarne delle altre – quelle che ognuno di noi compie quotidianamente!!! Ed ecco allora che potremo invitare i ragazzi a seguire le azioni indicate o ad aggiungerne delle altre!!!
Ora però arriva il compito che, sembra difficile, ma solo in apparenza e cioé come trasmettere tutto questo ai ragazzi specialmente nella situazione attuale.
Innanzitutto conosciamo i ragazzi perché è da circa due anni che abbiamo a che fare con loro. Conosciamo i genitori. Abbiamo vissuto dei momenti (in presenza) di incontro personale con ogni ragazzo, durante i quali abbiamo potuto renderci conto se Vi è per ciascuno di loro un cammino familiare.
Non potendo fare un incontro iniziale con i genitori durante il quale indicare il programma di tutto l’anno, possiamo incontrarli (genitori e ragazzi) attraverso una piattaforma web, quella che più ci aggrada, quella che noi sappiamo utilizzare. Ebbene indichiamo (anche attraverso le proposte fatte nell’incontro di lunedì) i diversi momenti e passaggi.
Con i genitori possiamo incontrarci sul web dando le linee generali di tutto l’anno, nella speranza che la situazione attuale sia momentanea, e che presto si possa tornare a vivere in presenza l’incontro. Poi ricordiamo le parole dell’Arcivescovo che ci dice che noi catechisti siamo l’unico volto della Chiesa che molti di loro vedono. Non dobbiamo scoraggiarci o essere titubanti. Ciò che faremmo incontrandoli per strada lo possiamo fare anche attraverso lo schermo. Per quanto riguarda la proposta di fede, essere inadeguate, non dobbiamo preoccuparci perché la relazione non è a senso unico. C’è uno scambio reciproco, c’è un dare e un ricevere, siamo testimoni di un vissuto come loro lo sono del loro vivere come genitori e famiglia.
Con i ragazzi, sempre con il sostegno dei genitori, troviamo la modalità d’incontro: quale giorno, quale orario, differente dall’orario classico dell’incontro in presenza, quanto tempo, incongruenze con l’utilizzo degli apparati (il fratello maggiore ha lezione e non può dare il pc/tablet al fratellino....)
Per una buona riuscita dell’incontro possiamo suggerire di non oltrepassare 20 / 25 minuti, dal momento in cui tutti si sono collegati (importante richiamare alla puntualità).
Intervallare gli incontri di proposta, momenti di relazione (far parlare più possibile i ragazzi), con incontro gioco inerente a quanto trattato la volta precedente.
E’ importante saper ascoltare le emozioni e le sensazioni che i ragazzi provano in questo momento. Chiedere come stanno vivendo questo nuovo periodo, se hanno angoscia, noia, timore. Accettare qualsiasi risposta, anche quella che a noi potrebbe sembrare “banale” (io dico sempre: non esistono risposte corrette o risposte sbagliate), incoraggiare a tirare fuori ciò che si portano dentro.
Un secondo momento è l’ascolto della Parola. Se non esiste in casa l’angolo della preghiera, chiediamo, con il consenso dei genitori, di tenere un lumino, una candela accesa e il vangelo che gli è stato dato (leggere lo stesso brano che i ragazzi trovano sul loro vangelo). L’ascolto della Parola può avvenire attraverso una micro-celebrazione (segno di croce, un saluto, canto dell’Alleluia, proclamazione della Parola di Dio, una breve riflessione); ascoltare i ragazzi, far sottolineare un verbo, una frase, un qualche cosa che li ha colpiti, chiedendo loro di indicare perché, che cosa scaturisce dal loro cuore.
Se si è bravi, oppure se c’è l’aiuto da parte di un ragazzo delle superiori o anche di un genitore, se ciò è possibile alla luce del nuovo DPCM, effettuare un collegamento con la cappellina o la chiesa dove da lì verrà proclamata la parola.
Un terzo momento è quello di immedesimare i ragazzi con i diversi personaggi del racconto del Battesimo di Gesù. Possiamo leggere il testo che troviamo nel materiale web della diocesi (vedere link inviati in precedenza). Possiamo far ascoltare lo stesso brano e, siccome è troppo lungo, possiamo interromperlo e chiedere che cosa hanno capito fino a quel momento per poi riprendere. Al termine chiedere di immedesimarsi nei tre personaggi che sono in fila con Gesù (la donna, il soldato, il ladro) oppure se hanno altre situazioni simili che li hanno colpiti, situazioni inerenti alla realtà che loro stessi vivono.
Possiamo interagire con i ragazzi facendo scrivere le loro sensazioni attraverso il brano del salmo 51 chiedendo di indicarle nei riquadri del sussidiario a pag. 6
Il quarto momento è il richiamo dell’atteggiamento di Gesù. Lui è il Figlio di Dio. Non ha nessun peccato ma si mette in mezzo alla folla per ricevere il battesimo. In questo modo egli assume in tutto e per tutto la nostra condizione di uomini fragili e peccatori. Lo seguiamo passo passo: ne momento in cui si trova in mezzo alla folla incontra lo sguardo di Giovanni e questo ci fa pensare che Dio non dimentica nessuno, anzi una cosa sola la dimentica: sono i nostri peccati. Quindi Gesù dopo aver ricevuto il battesimo, attraversa il fiume Giordano e apre una strada nuova sulla quale ci chiede di camminare. Allora con i ragazzi possiamo chiedere di disegnare su un foglio la strada, la strada della Chiesa, sulla quale vogliamo camminare. Chiederemo di creare quei sassi che rappresentano il nostro comportamento che riaccendono in noi l’Amore di Dio attraverso tre gesti: la preghiera, il digiuno, l’elemosina. In questo modo riusciremo a sconfiggere il male che ci fa stare lontani da Dio e dagli altri, il male che ci ostacola e ci rallenta nella strada che vogliamo percorrere, il male che ci fa soffrire e fa soffrire anche gli altri.
Allora ogni qual volta compieranno un gesto che li fa vivere da figli di Dio metteranno un nuovo masso su questa strada. Possiamo chiedere l’aiuto dei genitori chiedendo di incoraggiare i ragazzi a fare delle cose ordinarie che non avrebbero pensato di fare, apparecchiare o sparecchiare la tavola, non rispondere in modo maldestro ad ogni richiamo dei genitori, aiutare i fratelli/sorelle più piccoli....
Un’altra attività per ricordare il senso della strada da percorrere è quello di prendere una pietra e su questa scrivere un’azione che vogliamo vivere in modo pieno da figli di Dio e tenere a portata di mano, sulla scrivania, sul comodino, per richiamarci a ciò che dobbiamo fare.
Per ultimo è bene ricordare che a pag. 11 troviamo la preghiera che reciteremo poi nel momento della 1 confessione e tutte le volte che ci accosteremo a ricevere il sacramento del perdono. Potrebbe essere la chiusura di ogni incontro.
P.S.: I colori utilizzati non hanno nessuno scopo se non quello di intervallare le varie frasi
Cosa vogliamo vivere : La presenza del male ostacola e rallenta il cammino di fede che ognuno compie nella propria vita. L’attività permette di sperimentare, in modo pratico, ciò che avviene quando il peccato compare nella vita dei nostri ragazzi e come la misericordia del Signore non si arresti davanti al male, ma anzi favorisca la piena realizzazione del vero bene che abita il cuore delle persone.
Il filo rosso : Se vi ricordate, ragazzi, la scorsa volta abbiamo avuto modo di cominciare a capire che Gesù ci invita tutti a camminare lungo la strada dei figli di Dio, strada che lui per primo ha percorso e che continua a percorrere accanto a ciascuno di noi. Abbiamo anche detto che non è facile camminare lungo questa strada: con il Battesimo, abbiamo ricevuto in dono la “grazia” cioè la forza per vivere da figli, compiendo tutte le azioni che ci rendono simili a Gesù, e per combattere il male. La lotta solitamente è sinonimo di prepotenza e fa parte di ciò che non si dovrebbe fare. Ma, attenzione, c’è anche una lotta positiva, quella che permette di crescere e di vincere le forze del male, le quali cercano invece di trattenere e di rallentare il cammino del discepolo.
Visione di un video per introdurre la riflessione sulla lotta contro il male : “Ora, ragazzi, vedremo insieme un breve spezzone del film
IL RE LEONE – LA BATTAGLIA FINALE CONTRO SCAR (clicca qui) :
e poi ci confronteremo insieme.
(Al termine del video, lasciare spazio al dialogo e al confronto per la rielaborazione di ciò che si è visto).
Approfondimento e preghiera : Ed ora, ragazzi, cerchiamo di approfondire l’argomento. Sul sussidio, alla p. 10, trovate alcuni spunti di approfondimento sul tema della lotta positiva contro il male. Alcuni disegni esprimono gli effetti di quest’ultimo:
- il male fa male a chi lo compie;
- ostacola e rallenta il cammino;
- fa soffrire chi ci vuole bene.
Il peccato è quindi una ferita per chi lo compie e anche per chi gli sta accanto. Esso ha dunque una dimensione non solo personale, ma anche interpersonale e comunitaria.
Attività : Ora, ragazzi, vorremmo proporvi un’attività che Vi potrà aiutare a comprendere come è possibile lottare contro il male e “bloccarlo”!!!
Ai Vostri genitori abbiamo chiesto – attraverso un messaggio wa - di prepararvi 10 striscioline di carta, che quindi ognuno di Voi dovrebbe avere: su ogni strisciolina scrivete un’azione di male che più o meno spesso compite (per es.: litigare, essere egoista, disubbidire, non fare bene i compiti, non aiutare i genitori, essere egoista, essere pigro, non andare a messa, non pregare, non partecipare bene all’incontro di catechesi, ….) . Una volta che avete completato tutte le striscioline, dovete unirle fra di loro con un po’ di colla, formando una catena. Ragazzi, ciascuno di Voi ha costruito la propria catena del male, una catena che ogni giorno si allunga, fino a legarci ed imprigionarci e ad impedirci di amare, a meno che …. A meno che .. che cosa? direte Voi!!! A meno che “scegliate” di lottare contro il male e di vivere da figli di Dio!!! Proprio come ha fatto Gesù lungo tutta la sua vita ed in modo particolare durante l’ultima settimana di vita!!! Come fare? Per esempio, se qualcuno riceve un’offesa o un torto, può spezzare la catena del male non reagendo e non restituendo l’offesa; se qualcuno viene picchiato, può spezzare la catena del male non reagendo e non picchiando a propria volta; e così via … così facendo, il male perde di potenza, perché “scegliere” di non rispondere al male con il male vuol dire amare e l’amore, come ci ha insegnato Gesù, vince ogni cosa e distrugge il male!!! E, ragazzi, siate certi che in questa lotta non siamo mai soli: con noi e per noi lotta anche Gesù e Dio Padre non ci lascerà mai soccombere al male. E’ proprio questo il significato dell’ultimo versetto della preghiera del Padre nostro: quando noi gli chiediamo di liberarci dal male, gli chiediamo di tenere lontano da noi il male e di aiutarci nella lotta affinchè non domini la nostra vita. Ed allora, adesso, come segno del nostro desiderio di non essere vinti dal male, ma di voler lottare contro di esso, rompiamo la catena che abbiamo costruito!!!
Il sussidio infine, nella p. 11, approfondisce anche i tre gesti penitenziali fondamentali che la Chiesa propone come percorso di conversione e che “tengono allenata” la nostra coscienza alla lotta contro il male: la preghiera, il digiuno e l’elemosina. Queste azioni vengono riprese a partire da alcune frasi, semplificate nel linguaggio, di Sant’Ambrogio: esse vengono presentate ai ragazzi, chiedendo loro di provare ad attualizzarle e viverle nel quotidiano.
Preghiera : L’incontro si può concludere, recitando, presso l’angolo della preghiera, la preghiera riportata nel sussidio a p. 11 (salmo 50 : Pietà di me, o Signore, … ) ed il Padre nostro.
N. B.: Il salmo 50 verrà utilizzato in particolare durante la celebrazione della prima confessione: è bene invitare i ragazzi, sin da ora, a recitarla ogni sera, prima di addormentarsi, così che la possano fare propria!!!
A conclusione della 1^ tappa, si potrebbero invitare i ragazzi con le loro famiglie ad una celebrazione eucaristica. Riprendendo l’animazione della strada lastricata – cioè della via della salvezza aperta da Gesù e sulla quale tutti siamo invitati a camminare – si potrebbe allestire presso l’altare oppure, se viviamo questa tappa in periodo di Avvento/Natale, presso il presepe – una strada fatta con tante pietre quanti sono i ragazzi. Al termine della celebrazione, ogni ragazzo porterà a casa una pietra, sulla quale scriverà il proprio nome, che metterà nel presepe oppure nell’angolo della preghiera oppure sulla scrivania. La pietra sarà segno del desiderio di camminare lungo la via della salvezza e dell’impegno a lottare contro il male.
P.S.: Se si vuole, si può incollare sulla pietra – con il metodo del decoupage – l’immagine del viso di Gesù – quella contenuta nel sussidio – come segno che nel nostro cammino non siamo mai soli, perché Gesù è sempre con noi e lotta con noi!!!
Cosa vogliamo vivere : accompagnare i ragazzi a comprendere il dono prezioso di Gesù che si lega a noi, affinché noi ci leghiamo a lui. Possiamo così vivere da figli con Lui e come Lui e comprendere in che cosa consista la vita cristiana, anche nella sua dimensione penitenziale.
Il filo rosso : “La scorsa settimana abbiamo provato a tracciare la strada dei figli di Dio, sulla quale Gesù cammina con noi, come nostro amico.
Approfondimento : Se osserviamo l’immagine di pagina 8 e 9 del sussidio, vediamo che lungo tale strada camminano tutti i “figli di Dio”, cioè tutti noi, tutti coloro che hanno camminato e camminano alla sequela di Gesù. Guardando a tale strada, possiamo tracciare la via della salvezza dell’umanità: lungo tale via troviamo persone conosciute nel mondo intero (S. Ambrogio, S. Francesco, Dante, …) e persone che nessuno conosce, ma che pur hanno camminato accompagnati da Gesù.
E, lungo tale strada, ci sono anche coloro che hanno vissuto accanto a Gesù, che lo hanno seguito da vicino e che gli sono stati accanto per tre lunghi anni, da quando cominciò a percorrere le strade della Palestina fino a quando ascese al cielo. Ma, secondo Voi, ragazzi, i discepoli seguirono sempre le orme del Maestro, riuscirono sempre a seguire il suo esempio? (ascoltare i pensieri dei ragazzi)
“Ragazzi, proviamo a riflettere insieme: E’ facile percorrere la strada di Gesù? Che cosa possiamo fare per non allontanarcene? E, se per caso dovesse capitare che ce ne allontaniamo, cosa possiamo fare?” (ascoltiamo le loro risonanze).
“Ragazzi, percorrere la strada che Gesù ci ha aperto il giorno in cui è stato battezzato al fiume Giordano non è certamente facile: spesse volte può capitarci di cadere oppure di allontanarcene oppure ancora di deviare da essa, ma una cosa è certa: Gesù cammina sempre accanto a noi e non ci abbandona mai, neanche quando sbagliamo!!! Se guardiamo l’immagine di pagine 8 e 9 del sussidio, possiamo vedere che ci sono tante azioni che ci rendono simili a Gesù (chiediamo ai ragazzi di leggerle), compiendo le quali possiamo essere certi di camminare con lui; ma, certe volte, può capitare, per i più svariati motivi, di non riuscire a viverle Eppure, Gesù, anche in questi momenti, non ci abbandona mai, anzi, facendoci dono di se stesso, ha voluto legarsi a noi affinchè anche noi ci legassimo a lui!!!
Prendiamo il catechismo e apriamolo alle pagine 8 e 9: (è necessario, a questo punto dell’incontro, condividere lo schermo, facendo vedere l’allegato1) “Questa è la via che parte dal Giordano, cioè è la strada percorsa da Gesù, e quindi noi la usiamo come simbolo del cammino dei figli di Dio. Come potete vedere su alcune pietre sono indicate alcune azioni, che sono:
- gli atti fondamentali della Chiesa: ascolto della Parola di Dio, celebrazione dei sacramenti, pratica della carità (amare come Gesù);
- le azioni penitenziali per eccellenza consegnate dalla tradizione: preghiera, digiuno, elemosina;
- altre azioni significative: condividere, mettersi al servizio degli altri, compiere bene il proprio dovere, offrire perdono e chiedere scusa.
Ma c’è anche un apposito spazio per aggiungere qualche azione che per ognuno di Voi è particolarmente significativa. (utilizzare le forme ovali per scrivere le azioni indicate dai ragazzi e riportarle poi sulle pietre vuote).
Ora che la strada è stata completata, si possono leggere le frasi sintetiche riportate nel sussidio alle pp. 8-9 che raccolgono un annuncio da affidare ai ragazzi. Il catechista, dialogando con loro, potrà anche offrire qualche spiegazione o esemplificazione. In particolare si soffermerà sugli aspetti che seguono:
- la vita cristiana si snoda attraverso tante azioni e gesti che rendono simili a Gesù;
- essa è anche via penitenziale, in cui il Signore accompagna e sostiene, attraverso la quale rinnoviamo la nostra vita e riceviamo il perdono dei nostri peccati;
- su questa strada non si è soli, perché è percorsa da tutto il popolo di Dio.
Cosa vogliamo vivere : I ragazzi dovranno essere accompagnati a comprendere il perché della scelta fatta da Gesù di andare a farsi battezzare da Giovanni il Battista, mettendosi in coda proprio con i peccatori: avranno la possibilità di scoprire lo“stile”di Gesù, che è in profonda sintonia con Dio Padre (presente attraverso la voce) e lo Spirito Santo (presente sotto forma di colomba). Gesù ci ama e vuole legarsi a noi, affinché noi ci leghiamo a lui. Rimanendo attaccati a Lui, impareremo a vivere da figli con Lui e come Lui e potremo comprendere in che cosa consista la vita cristiana, anche nella sua dimensione penitenziale.
Il filo rosso : “Ragazzi, Vi ricordate di che cosa abbiamo parlato la scorsa volta? Vi ricordate che abbiamo parlato del fatto che anche Gesù ha ricevuto il Battesimo?” (ascoltare le risonanze dei ragazzi). “Se Vi ricordate, abbiamo ascoltato che Gesù si è messo in fila con i peccatori, lui che peccatore non è: ma perché? Se volete, tutti insieme, possiamo cercare di capirne di più. Allora, incominciamo!!!”
Per riflettere :
In primis, aiutati dal sussidio, in particolare dalle pagine 6 e 7, i ragazzi dovranno cercare di comprendere chi sarebbero potute essere le persone con le quali Gesù è in coda (cfr. immagine del sussidio a p.4-5). Gesù si mette in coda con persone fallite e deluse dalla vita: un soldato ubriaco, una donna abbandonata dal marito, un ladro fallito. Dialogando con il Battista, dopo che Gesù ha ricevuto il battesimo, si accorgono di quanto sia sorprendente l’agire del Maestro che sceglie di stare in fila con i peccatori. I ragazzi potranno sorprendersi nel vedere che Gesù è solidale anche con coloro che sono emarginati dalla società e che nessuno può sentirsi escluso dal suo amore e dal suo perdono.
Ecco alcuni spunti per accompagnarli nel percorso:
§ «La prima donna è sola perché è stata abbandonata dal marito. Come si sarà sentita? Sola? Certo … anche arrabbiata, tradita, delusa … e anche un po’ spaventata del futuro … Si domanderà che cosa abbia fatto di male e magari le verranno in mente episodi nei quali anche lei non si è comportata bene …».
§ «Il secondo personaggio era un ladro, forse un pubblicano come Zaccheo che abbiamo conosciuto l’anno scorso … È stato in prigione per un po’di tempo, poi,una volta uscito dalla prigione, non sapeva più che cosa fare».
§ «Il terzo personaggio è il più sfrontato di tutti. Non si tira indietro neanche dal farsi gioco del Battista. Eppure sta con lui …».
Il un secondo momento, i ragazzi proveranno ad immaginare che cosa questi personaggi hanno colto dell’agire sorprendente del Maestro. Nel sussidio, a p.6, sono raffigurati i tre personaggi: i ragazzi, a voce o per iscritto, proveranno a rispondere alla seguente domanda: che cosa hanno scoperto di Gesù queste persone?
È possibile svolgere la stessa attività proiettando l’immagine del sussidio. Al termine i ragazzi potranno scrivere, seguendo le indicazioni riportate, oppure potrebbero, divisi in tre o più gruppi, ragionare su uno dei personaggi per condividere in seguito le loro scoperte. Questa modalità, come sempre quando si lavora in gruppo, permette di favorire lo sviluppo delle capacità di collaborazione e delle abilità relazionali in genere.
“Ed allora, ragazzi, perché, secondo Voi, Gesù ha scelto di mettersi in fila, accanto a persone insignificanti e peccatrici, per ricevere il Battesimo? Perché non va nei palazzi dei potenti? Oppure, meglio ancora, perché non va nel tempio, lui che è Dio?” (ancora una volta, ascoltiamo le risposte dei ragazzi). “Se prendiamo in considerazione ciò che in questi anni abbiamo potuto conoscere di lui, certamente possiamo dire che una scelta siffatta non sarebbe stata in sintonia con quanto di lui già abbiamo scoperto!!! Ma, ragazzi, fate attenzione a quanto Vi dico: il Battesimo al fiume Giordano è stato il primo atto compiuto da Gesù in pubblico e quindi la gente non lo conosceva!!! Quel giorno, Gesù, facendosi prossimo ai bisognosi, ai falliti, agli abbandonati, ai peccatori, ha voluto dare un segnale ben preciso alla gente, cioè che lui non era venuto nel mondo per i ricchi e i potenti, ma per i peccatori!!! E tutto ciò, perché lui è un Dio che vive accanto all’uomo, un Dio presente nella vita di ciascun uomo e donna, che si interessa di ciascuno, ci ama ed ha cura di tutti!!! Ecco perché quel giorno la gente che era presente al fiume Giordano ha cominciato a seguirlo, ad ascoltarlo: perché si sentiva amata!!! Certamente non si sarebbe interessata a lui, se fosse andato nei palazzi dei re!!!
Gesù, quel giorno al Giordano, ha mostrato la misericordia di Dio per tutti noi. Egli si lega a noi affinché noi ci leghiamo a lui, perché impariamo a vivere da figli, come ha vissuto lui. Possiamo allora dire che dal Giordano parte una strada nuova, la via dei figli di Dio, sulla quale Gesù cammina con noi, come nostro amico.
Attività : Si propone quindi ai ragazzi di costruire una strada lastricata, come era in uso in epoca romana, disponendo in un salone o su un tavolo alcuni cartoncini preparati in precedenza. (oppure, se l’incontro è all’aperto, si possono utilizzare pietre vere). “Questa è la via che parte dal Giordano, cioè è la strada percorsa da Gesù, e quindi noi la usiamo come simbolo del cammino dei figli di Dio. E se dovessimo dare un nome a queste pietre? Ognuna di loro potrebbe essere considerata un modo per vivere da figli, per vivere come Gesù. Che nome diamo a questa pietra?”.
Il dialogo può proseguire insieme, oppure si possono dividere i ragazzi in piccoli gruppi e affidare loro alcune “Pietre” sulle quali scrivere una parola o un’azione che descriva la vita cristiana. Al termine si raccoglie il frutto del lavoro e si dispongono i cartoncini in modo da formare nuovamente la strada. Ora ogni pietra ha il proprio nome. E se si vuole, si possono posizionare altri cartoncini .. o pietre .. per allungare la strada.
Utilizzo del sussidio : una volta terminata l’attività, confrontiamo ciò che il gruppo ha elaborato con i contenuti che la tradizione della Chiesa ci consegna per descrivere la via della vita spirituale e penitenziale del cristiano. In alcuni casi essi saranno simili a ciò che i ragazzi stessi hanno espresso, in altri invece offriranno ulteriori elementi di riflessione e di scoperta. Quando trovano un elemento nuovo i Ragazzi lo scrivono su un cartoncino vuoto. Il confronto avviene guardando il sussidio alle pp. 8-9 in cui sono riportate le azioni seguenti:
- gli atti fondamentali della Chiesa: ascolto della Parola di Dio, celebrazione dei sacramenti, pratica della carità (amare come Gesù);
- le azioni penitenziali per eccellenza consegnate dalla tradizione: preghiera, digiuno, elemosina;
- altre azioni significative: condividere, mettersi al servizio degli altri, compiere bene il proprio dovere, offrire perdono e chiedere scusa.
Nel sussidio c’è un apposito spazio per aggiungere qualche azione emersa dal lavoro di gruppo, azione che il ragazzo senta particolarmente significativa per sé.
Preghiera : L’incontro termina con una preghiera personale secondo lo schema già utilizzato: “Grazie … Ti chiedo perdono … Ti prego …”. Si invitano i ragazzi a reagire all’annuncio che hanno ricevuto e a dialogare con il Signore. Il ringraziamento potrà iniziare così: “Grazie, Signore, perché sono cristiano e posso vivere da figlio”, oppure: “Grazie, Gesù, perché tu ti leghi a noi e apri una strada da percorrere”. I ragazzi chiederanno perdono scegliendo una o due azioni del cristiano tra quelle che non mettono mai in pratica oche vivono raramente. L’intercessione sarà dedicata a coloro che camminano con noi sulla via del Signore e c’insegnano come vivere da veri figli di Dio.
Cosa vogliamo vivere : Iniziamo il cammino degli amici di Gesù scoprendo la vita come vita nuova dei figli di Dio, donata dal Padre attraverso il Figlio e lo Spirito Santo. A partire dall’episodio del Battesimo di Gesù, guardiamo con sorpresa al Maestro che si mette in fila con i peccatori per essere solidale con loro e per indicare la via dei figli di Dio, che è anche via di conversione e di penitenza.
Il filo rosso : Durante il periodo di sospensione delle attività di catechesi per emergenza Covid-19, i genitori sono stati invitati a continuare il cammino in famiglia, utilizzando alcune schede che abbiamo avuto cura di inviare loro. Ora che si riprende il cammino, potremmo invitare – con un messaggio ai genitori o in altra maniera che si riterrà più opportuna - i bambini ad avere con sé durante l’incontro online un segno (quello che preferiscono) oppure una fotografia del loro Battesimo.
Il giorno dell’incontro, l’accoglienza da parte nostra dovrà essere a festa, come nel giorno del Battesimo: un po’ di musica, qualche segno di festa visibile dai ragazzi, … e, quando i ragazzi si connettono, avremo cura di accoglierli in un clima gioioso!!! Dopo qualche momento di …. festa, in cui ci si potrà anche scambiare pensieri e parole circa la ripresa della scuola (chissà quante cose ciascuno ha da raccontare!!!), si invitano i ragazzi a mostrare il segno o la fotografia del loro Battesimo. Si lasciano quindi 10/15 minuti durante i quali ognuno di loro potrà dire agli altri un proprio pensiero riguardo al proprio Battesimo, pensieri e parole che avremo cura di utilizzare, sottolineando in particolare che il Battesimo toglie il peccato originale e, rendendoci figli di Dio, ci rende capaci di vivere come ha vissuto Gesù.
Introduzione alla narrazione : Per introdurre la narrazione del Battesimo di Gesù, possiamo utilizzare queste parole o altre simili: “Ragazzi, lo sapete che anche Gesù ha ricevuto il battesimo? Ma, come è possibile? Aveva necessità di farsi battezzare? Ed allora, perché ha ricevuto il Battesimo lui che, essendo figlio di Dio, non ha peccato (Dio - e Gesù è Dio - è solo bene, non è mai male!!)? Prima di rispondere a queste domande, ascoltiamo con attenzione che cosa successe quel giorno presso il fiume Giordano.
Narrazione : Per narrare la storia della BATTESIMO DI GESU’, si può:
Proiettare il video racconto realizzato dalla COPS
oppure
utilizzare il testo drammatizzato predisposto dalla Diocesi. Si può mettere in scena l’episodio individuando alcuni animatori o adulti come attori, oppure si può leggere a più voci.
Utilizzare l’audio racconto che si trova nel materiale online della diocesi.
Se si utilizza una delle proposte sopra riportate, si possono invitare i ragazzi alla riflessione, aiutandoli con gli spunti sotto riportati:
In primis, aiutati dal sussidio, in particolare dalle pagine 6 e 7, i ragazzi dovranno cercare di comprendere chi sarebbero potute essere le persone con le quali Gesù è in coda (cfr. immagine del sussidio a p.4-5). Gesù si mette in coda con persone fallite e deluse dalla vita: un soldato ubriaco, una donna abbandonata dal marito, un ladro fallito. Dialogando con il Battista, dopo che Gesù ha ricevuto il battesimo, si accorgono di quanto sia sorprendente l’agire del Maestro che sceglie di stare in fila con i peccatori. I ragazzi potranno sorprendersi nel vedere che Gesù è solidale anche con coloro che sono emarginati dalla società e che nessuno può sentirsi escluso dal suo amore e dal suo perdono.
§ «La prima donna è sola perché è stata abbandonata dal marito. Come si sarà sentita? Sola? Certo … anche arrabbiata, tradita, delusa … e anche un po’ spaventata del futuro … Si domanderà che cosa abbia fatto di male e magari le verranno in mente episodi nei quali anche lei non si è comportata bene …».
§ «Il secondo personaggio era un ladro, forse un pubblicano come Zaccheo che abbiamo conosciuto l’anno scorso … È stato in prigione per un po’di tempo, poi,una volta uscito dalla prigione, non sapeva più che cosa fare».
§ «Il terzo personaggio è il più sfrontato di tutti. Non si tira indietro neanche dal farsi gioco del Battista. Eppure sta con lui …».
Invitare i ragazzi ad immedesimarsi in uno dei personaggi presenti al fiume Giordano, inventandosi i personaggi ed il dialogo (utilizzare l’immagine del sussidio di pagg. 4 – 5)
Al termine della narrazione, in qualsiasi modo sia stata fatta, chiediamo: ma che bisogno aveva Gesù di mischiarsi a quella folla? Perché l’avrà fatto? Lasciamo parlare i ragazzi. Ne diamo una risposta riferita al tempo. Poi leggiamo insieme la risposta a pag 7. Ci accorgiamo che si parla di NOI e non di LORO. Come mai? Qualche ragazzo tenterà una risposta che viene poi ripresa e ampliata dalla catechista. Abbiamo scoperto che quel gesto è per noi, per chi oggi soffre o si sente in colpa. Chiediamo ai ragazzi di immaginare la scena vista al giorno d’oggi. Chi metterebbero al posto dei personaggi in fila da Giovanni? Perché?